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Sicurezza stradale e incidenti con la fauna selvatica

L’importanza degli interventi di mitigazione lungo le infrastrutture di trasporto

In termini percentuali, gli incidenti stradali che coinvolgono animali selvatici rappresentano “solo” il 2% circa del totale dei sinistri, ma dai valori assoluti emerge che ogni anno in Europa si verificano 507.000 incidenti con i soli mammiferi ungulati (cervi, caprioli, daini, cinghiali, ecc.) che comportano 300 vittime umane, 30.000 feriti e 1 miliardo di Euro di materiale danneggiato. Soltanto in Germania si registrano oltre 3.000 incidenti ogni anno, con 27 vittime umane, circa 500 milioni di Euro di danni ai veicoli, e la morte di oltre 250.000 animali selvatici, mentre negli Stati Uniti ogni anno si stimano 1-2 milioni di incidenti stradali con mammiferi di grossa taglia, con un costo totale di 6-12 miliardi di Dollari.

Impatto sociale degli incidenti stradali con la fauna selvatica

In Italia, l’incidenza degli eventi mortali a seguito di collisioni con la fauna selvatica (rispetto al totale degli incidenti stradali accaduti nel 2014) è dello 0,003%, con 11 eventi nel 2014 e 18 nei primi nove mesi del 2015. Nel periodo precedente, gli annuari ISTAT avevano rilevato 2083 incidenti stradali con animali negli anni 1995-2000, e nel decennio 1995-2005 si sono avute circa 150 vittime e qualche centinaio di feriti gravi.

Purtroppo nel nostro Paese manca ancora un sistema di rilevamento: il modello ISTAT CTT/INC ad uso delle Forze di Polizia, nella categoria “D” sugli ostacoli sulla carreggiata contempla il codice 72 con la voce “animale” senza dettagliare se trattasi di un domestico o di un selvatico. La discriminazione tra le due categorie è fondamentale, sia per aspetti amministrativi (individuazione della responsabilità del sinistro) che per risvolti gestionali, per programmare interventi di mitigazione lungo le infrastrutture di trasporto. Individuando con precisione le specie faunistiche, si avrebbe un’informazione ancora più efficace. Come Lipu abbiamo sollecitato ISTAT a un aggiornamento in tal senso.

Più precisi, pur incompleti, sono i dati delle province, da cui si desume che ogni incidente con un mammifero ungulato produce in media un danno di 2.000-3.000 Euro. Ad ogni modo, qualsiasi animale sulla strada, anche di piccole dimensioni, induce un rischio, per l’incolumità della fauna e per quella degli automobilisti. Una frenata, un errore di guida causato dalla sorpresa di “qualcosa” che passa davanti al veicolo, possono avere conseguenze fatali. Particolarmente a rischio sono i motociclisti, con diversi casi di scivolate sul manto stradale reso viscido dagli anfibi (rane e rospi) in migrazione che sono stati schiacciati, oppure per urti con un uccello in volo.

  • Segnaletica innovativa
    Segnaletica innovativa per avvisare gli automobilisti della presenza di fauna selvatica
    Segnaletica innovativa per avvisare gli automobilisti della presenza di fauna selvatica
  • Il tasso è vittima del traffico
    Tra le specie di mammiferi, il tasso è una vittima frequente del traffico
    Tra le specie di mammiferi, il tasso è una vittima frequente del traffico
  • Una tipologia di sottopasso
    Una tipologia di sottopasso stradale per animali di taglia media e grande
    Una tipologia di sottopasso stradale per animali di taglia media e grande
  • Una tipologia di sottopasso
    Una tipologia di sottopasso stradale per animali di taglia media e grande
    Una tipologia di sottopasso stradale per animali di taglia media e grande
  • Un catadiottro
    Un catadiottro per allontanare la fauna durante il transito notturno dei veicoli
    Un catadiottro per allontanare la fauna durante il transito notturno dei veicoli

L’analisi degli incidenti stradali con animali selvatici

La gamma delle specie coinvolte include invertebrati, ramarri e lucertole, anfibi, uccelli piccoli quali passeri e pettirossi, ma anche grandi quali poiane e nibbi. Tra i mammiferi soprattutto in primavera-estate è frequente il riccio, ma anche il tasso, la volpe, la faina, lo scoiattolo. La mortalità stradale è ai primi posti in fatto di perdita di biodiversità riconducibile ad attività antropiche. Le stime sono drammatiche e parlano di centinaia di milioni di animali travolti ogni anno lungo strade, autostrade e ferrovie. Sotto il profilo della sicurezza stradale, i mammiferi ungulati hanno una notevole massa e grosse dimensioni, e quindi la collisione con un veicolo provoca quasi sempre ingenti danni materiali, e purtroppo talvolta anche feriti e vittime. La distribuzione dei sinistri lungo l’anno mostra due picchi stagionali: uno in primavera (Aprile-Maggio), che coinvolge soprattutto il capriolo, e un secondo in autunno (Ottobre-Novembre), che riguarda il cinghiale.

Questo andamento rispecchia gli spostamenti dovuti ai cicli riproduttivi, ma anche il disturbo indotto dalla caccia nei mesi autunno-invernali. Analizzando gli orari, si evidenzia un picco al tramonto: in questa fascia gli animali si spostano dai terreni di foraggiamento verso le zone dove trascorreranno la notte; al tempo stesso, vi è un intenso traffico perché molti tornano dal lavoro, stanchi e impazienti di rientrare. L’altro picco si colloca all’alba, e anche in questa fascia oraria vi è una concomitanza tra maggiore attività degli animali e ingente flusso di traffico.

Rispetto al profilo della strada, avvengono più incidenti nei tratti con poche curve, dove la velocità resta elevata e la visibilità non è ottimale (sia del guidatore che dell’animale). Le sezioni stradali più coinvolte sono quelle a mezza costa ed a livello, e gran parte degli incidenti avviene presso zone boscate, in particolare dove vi è bosco da una parte e terreno coltivato dall’altra.

Un recente studio effettuato in Piemonte ha analizzato 1.110 incidenti con mammiferi ungulati: le specie più coinvolte sono state capriolo (64,7%) e cinghiale (29,5%), mentre cervo, daino e camoscio sono stati investiti occasionalmente. Per sensibilizzare gli automobilisti, Enti pubblici e Associazioni ambientaliste quali la Lipu hanno svolto Campagne di informazione in molte province, mentre una panoramica sugli studi di ecologia stradale è pubblicata nel rapporto “Infrastrutture di trasporto e biodiversità. Lo stato dell’arte in Italia”.