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Pavimentazioni & Manti

All’aeroporto di Malpensa la prima pavimentazione antismog

Mediante la tecnica a spruzzo, sono stati trattati con Coverlite® 18.000 m2 di pavimentazione stradale, conferendo caratteristiche fotocatalitiche per la riduzione degli inquinanti

Di Giordano Paracchini, Loretta Venturini

Pubblicato martedì 7 febbraio 2012

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Viste le problematiche connesse all’inquinamento atmosferico generalmente presente in prossimità di un aeroporto, all’Aeroporto di Milano Malpensa è stato sviluppato un progetto pilota mirato alla verifica dell’efficacia dei trattamenti fotocatalitici per pavimentazioni.

Attenta alle tematiche ambientali, per la prima volta in un grande aeroporto italiano SEA ha voluto sperimentare un prodotto innovativo in grado di abbattere l’inquinamento. In particolare, sono stati trattati con Coverlite® 18.000 m2 di strade antistanti l’area Arrivi del Terminal 1.

Coverlite® è una microemulsione polimerica a base d’acqua additivata con biossido di titanio e il suo funzionamento è molto simile al processo di fotosintesi clorofilliana. Applicato con tecnica a spruzzo, il prodotto penetra nelle macro e micro rugosità della pavimentazione, conferendo alla struttura caratteristiche fotocatalitiche antismog.

La posa in opera del trattamento fotocatalitico antismog Coverlite® è stata realizzata con la tecnica a freddo e il prodotto è stato applicato con la brevettata macchina spruzzatrice dell’Impresa Bacchi.

Per quanto concerne le tempistiche d’intervento, si evidenzia che i lavori sono stati eseguiti durante le ore notturne per non interferire con il traffico diurno.

Con l’intento di verificare gli effetti di Coverlite® sull’ambiente, si è proceduto al monitoraggio in situ, attraverso la verifica delle concentrazioni dei gas inquinanti presenti nell’ambiente in prossimità dell’intervento.

La campagna di monitoraggio è stata eseguita dalla Take Air, Azienda leader nel settore dei monitoraggi ambientali.

La strumentazione per il monitoraggio è stata collocata su due stazioni mobili: una è stata posizionata in prossimità dell’area trattata - Arrivi Terminal 1 per consentire la verifica della diminuzione delle concentrazione dei gas inquinanti nella zona sottoposta a trattamento fotocatalitico antismog; una lontana dall’area trattata (Hotel Sheraton) per consentire di rilevare una serie di dati di riferimento della condizione “senza trattamento fotocatalitico”.

Entrambi i laboratori mobili sono dotati di analizzatori in continuo per il campionamento e la misura degli inquinanti gassosi rispondenti a quanto riportato nel D. Lvo. 13 Agosto 2010, n° 155 di attuazione della Direttiva 2008/50/CE concernente la qualità dell’aria ambiente. Ogni analizzatore è inoltre corredato delle prescritte Certificazioni di equivalenza.In ottemperanza al D.M. n° 155 del 13 Agosto 2010, si è proceduto a rilievi in continuo per otto settimane consecutive.

Il confronto tra i dati misurati prima e dopo il trattamento ha permesso di valutare l’efficacia del trattamento in situ che corrisponde al – 9% di NOX. In parallelo ai rilievi in situ si è proceduto anche all’esecuzione delle prove di laboratorio ufficiali.

I due campioni sono stati prelevati durante la fase di spruzzatura e verificati presso il Laboratorio Sperimentale Stradale della Sezione Infrastrutture Viarie del D.I.I.A.R. - Politecnico di Milano.

La procedura di verifica utilizzata fa riferimento alla Norma UNI 11247 - Determinazione dell’attività di degradazione di ossidi di azoto in aria da parte di materiali inorganici fotocatalitici, sia sulla polvere di biossido di titanio sia sul prodotto finito.

Le verifiche hanno evidenziato quanto segue:

  • campione 1 = 40% di abbattimento degli NOX;
  • campione 2 = 46% di abbattimento degli NOX.

Considerando i parametri dimensioni della superficie trattata, velocità dei flussi inquinanti, intensità della radiazione solare e altezza di campionamento, i risultati sono paragonabili tra loro e la differenza è da attribuire verosimilmente alla differenza di velocità tra il flusso inquinante in laboratorio e la velocità del vento in ambiente, alla concentrazione degli inquinanti presenti nell’aria rispetto al 100% di NOX del gas inquinante campione di laboratorio, all’irradianza UVA presente in situ rispetto a quella delle lampade di laboratorio pari a 20 W/m2.

Pertanto, visti i risultati di abbattimento degli ossidi di azoto riportati nei relativi Certificati e visti i risultati ambientali sulla qualità dell’aria, è possibile concludere che il prodotto Coverlite® possiede un’efficacia fotocatalitica significativa e quantificabile sia in laboratorio sia in situ.

La versione integrale del presente articolo è a pagina 32 del fascicolo n°91 - Gennaio/Febbraio 2012

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