Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Velocità e qualità: binomio costante di uno stesso intervento

Era il 1960 quando la pista dell'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania veniva completata. Da allora nessun intervento, se non superficiale, era stato più realizzato sulla pista principale di decollo e di atterraggio

Nel 2012, la mole di traffico e l’intensità dei voli dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania inducono la SAC Società Aeroporto Catania SpA a porre rimedio in un’ottica di sviluppo verso un unico obiettivo: la riqualificazione.

Immagini

  • I lavori di riqualificazione e di adeguamento del 2012 all’aeroporto Catania Fontanarossa: in blu è rappresentata la produzione giornaliera; in rosso, il cumulativo
    article_3802-img_530
    I lavori di riqualificazione e di adeguamento del 2012 all’aeroporto Catania Fontanarossa: in blu è rappresentata la produzione giornaliera; in rosso, il cumulativo
  • L’impianto Ammann SIM CB280
    article_3802-img_531
    L’impianto Ammann SIM CB280
  • La fase di scarifica della pista di volo
    article_3802-img_532
    La fase di scarifica della pista di volo
  • La rigenerazione della fondazione della pista con bitume schiumato
    article_3802-img_533
    La rigenerazione della fondazione della pista con bitume schiumato
  • La posa in opera del conglomerato bituminoso ad alto modulo (sma)
    article_3802-img_534
    La posa in opera del conglomerato bituminoso ad alto modulo (sma)
  • La realizzazione dei piazzali in cls
    article_3802-img_535
    La realizzazione dei piazzali in cls
  • La realizzazione dei piazzali in cls
    article_3802-img_536
    La realizzazione dei piazzali in cls
  • La rigenerazione della strip
    article_3802-img_537
    La rigenerazione della strip
  • La fase di idrosemina
    article_3802-img_538
    La fase di idrosemina

Dopo una gara a cui partecipano sei tra le più importanti Imprese della Sicilia (e d’Italia), l’appalto viene aggiudicato all’ATI formata da Consorzio Valori Scarl, Cogip Infrastrutture SpA e Ing. Pavesi & C. SpA, che costituiscono la Consortile Airside Scarl per l’esecuzione dei lavori.

La Consortile Airside Scarl affida tutte le forniture alla Granulati Basaltici Srl, Azienda siciliana con oltre 60 anni di esperienza specializzata nella produzione di granulati basaltici nonché di conglomerati bituminosi normali e modificati.

Trenta milioni di Euro per raccontare una nuova storia, che sa di sviluppo e innovazione

La situazione non è affatto semplice da gestire: l’aeroporto di Catania è, infatti, al terzo posto in Italia per traffico nazionale, rappresentando una risorsa inesauribile di turismo ed economia. Onde evitare di sopprimere troppo la forza economica dello scalo, la SAC impone quindi una tempistica strettissima ai lavori di riqualificazione.

Trenta giorni esatti, periodo in cui a Giorgio Randazzo, il Direttore Tecnico, viene affidata la pista con una delle clausole più faticose da sostenere: il difficilissimo binomio velocità e qualità. La squadra tecnica si mette subito al lavoro, e il 5 Novembre 2012 inizia la corsa contro il tempo.

Nel frattempo alcuni voli nazionali vengono dirottati all’aeroporto militare di Sigonella, un compromesso che stempera i primi malcontenti delle Compagnie e dei turisti. Gli Ingegneri e i Geometri iniziano tempestivamente le indagini, constatando che la pista di volo – come si evince nella relazione di fine lavori – “necessitava di interventi tali da adeguare le esistenti condizioni di portanza della pavimentazione e del relativo sottofondo, agli incrementi di traffico e alle condizioni climatiche, prevedendo una vita utile di 20 anni”.

Dopo le misurazioni topografiche, il quadro tecnico è abbastanza chiaro: occorrono strumenti che garantiscano estrema affidabilità e altissima produttività. Considerando le tempistiche e le caratteristiche ricercate, la Granulati Basaltici Srl si avvale degli impianti per la produzione di conglomerati bituminosi SIM CB280 e SIM CB160 di Ammann Italy SpA, scelta quanto mai appropriata considerate le prestazioni produttive garantite fino a 440 t/ora.

L’impianto SIM CB280 prevede infatti una produzione massima di 280 t/ora al 3% d’umidità ed è composto da:

  • sette predosatori inerti;
  • un cilindro essiccatore ES25100 (diametro 2.500 mm);
  • un bruciatore alta pressione (a olio denso);
  • una torre impianto con vaglio Ammann VA2050 (2.500×5.000 mm) a sei selezioni e un mescolatore Ammann AMIX;
  • 2/3 (3.300 kg);
  • un filtro a maniche in tessuto, modello DM-IF 750 (1.125 m2 di superficie filtrante);
  • due sili filler a torre (recupero + minerale);
  • tre sili prodotto finito, della cubatura totale di 114 m3;
  • gestione completamente computerizzata dalla cabina di comando.

Accertati i principali strumenti dell’intera fase produttiva, tutta la squadra si mette all’opera.

Il lavoro viene diviso in tre aree di intervento: vengono individuati tre grandi tronchi omogenei e per ognuno di questi effettuata una manovra di riqualificazione e di adattamento comprensiva di: 

  • fresatura della pavimentazione;
  • stabilizzazione in sito della fondazione con bitume schiumato e cemento;
  • posa in opera di conglomerato bituminoso per strato di base ad alto modulo base BAM;
  • posa in opera di conglomerato bituminoso per strato di binder ad alto modulo binder BAM;
  • posa in opera di conglomerato bituminoso per strato di usura Splittmastix Asphalt.

La seconda area coinvolta è rappresentata dal piazzale.