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Il collegamento del Colle di Tenda tra Italia e Francia – prima parte

Una volontà che parte da lontano: un’opera che, sin dalla sua costruzione, ha rappresentato uno dei principali valichi delle Alpi del Sud nonché il collegamento diretto della Pianura Padana con la Costa Azzurra e la costa ligure attraverso le propaggini occidentali delle Alpi Marittime

Trovate la seconda parte del presente articolo su http://online.stradeeautostrade.it/infrastrutture/gallerie-e-tunnelling/2016-05-17/il-collegamento-del-colle-di-tenda-tra-italia-e-francia-seconda-parte-52382/.

La presenza di una antica pista (oggi carrabile) e di fortificazioni militari lungo il collegamento tra Italia e Francia in corrispondenza del Colle di Tenda testimoniano come esso abbia sempre rappresentato una via importante per lo sbocco al mare del Cuneese. Le testimonianze dei primi tentativi di abbreviare tale percorso e di abbassarne le quote massime – a rischio neve e valanghe – sono visibili alla quota 1.470 dove si osserva un foro che, per qualche decina di metri, addentra nella roccia con un raggio di circa 2,50 m; il tentativo è stato abbandonato forse anche per le prime difficoltà incontrate allorquando, al posto dei tenaci calcari giurassici, ci si è imbattuti nei flysch argillosi attraverso un piano di sovrascorrimento, probabilmente inatteso all’epoca dell’avventura. Era l’anno di grazia 1784 – regnante Vittorio Amedeo III Re di Sardegna – quando fu abbandonato il tentativo iniziato già nel 1614 durante il Ducato di Savoia.

Fin dai primi tentativi si intravedevano le difficoltà che un’opera del genere avrebbe poi creato a chi, negli ultimi anni del 1800, avrebbe avuto la volontà di realizzare finalmente il collegamento tra i due versanti sia di tipo stradale (tra il 1873 e il 1882 per 3.186 m a una quota di circa 1.300 m) che ferroviario (tra il 1889 e il 1898 per 8.080 m a una quota media di circa 1.000 m). Le difficoltà incontrate durante gli scavi furono riportate nei lavori di Baldacci & Franchi del 1900 e di Sacco del 1905 e riguardavano principalmente fornelli, venute d’acqua improvvise e copiose e deformazione degli ammassi.

L’attuale galleria del Colle di Tenda ha rappresentato sin dalla sua costruzione uno principali valichi delle Alpi del Sud anche se le dimensioni massime della carreggiata percorribile sono limitate a 4,90 m con un franco verticale di soli 4,30 m. In effetti, tale collegamento si inserisce in una direttrice Nord-Sud che consente il collegamento diretto della Pianura Padana (provincie di Cuneo e Torino) con la Costa Azzurra e la costa ligure attraverso le propaggini occidentali delle Alpi Marittime lungo la Valle Vermenagna (in Italia) e la Valle della Roya (in Francia). In particolare, dalla città di Cuneo, grazie alla S.S. 20 si raggiunge il Colle di Tenda in direzione Sud per poi proseguire in Francia lungo la RN204 dopo aver superato la galleria di valico e il confine (1.320 m s.l.m.); il collegamento fa parte dell’itinerario europeo E74. Naturalmente, la vetustà dell’opera si scontra con l’incredibile aumento del traffico e delle dimensioni dei mezzi circolanti tanto da indurre i Gestori del tunnel (ANAS per la parte italiana e CG per la parte francese) a limitare il transito con il senso unico alternato.

  • Il piano di sovrascorrimento
    Il piano di sovrascorrimento dei calcari giurassici sui flysch argillosi
    Il piano di sovrascorrimento dei calcari giurassici sui flysch argillosi
  • Il piano di sovrascorrimento
    Il piano di sovrascorrimento dei calcari giurassici sui flysch argillosi
    Il piano di sovrascorrimento dei calcari giurassici sui flysch argillosi
  • Geometria dell’asse
    I principali valori di riferimento per la geometria dell’asse
    I principali valori di riferimento per la geometria dell’asse
  • La sezione tipo
    La sezione tipo della galleria decisa in sede CIG
    La sezione tipo della galleria decisa in sede CIG
  • Le caratteristiche geometriche del tracciato
    Le caratteristiche geometriche del tracciato
    Le caratteristiche geometriche del tracciato

L’iter della progettazione del nuovo tunnel del Colle di Tenda

Il ruolo della CIG

In questo quadro di difficile gestione dei collegamenti internazionali, anche dal punto di vista della sicurezza del traffico, sin dal 30 Luglio 2001 (giorno di insediamento) la Commissione Intergovernativa per il Miglioramento dei Collegamenti Franco-Italiani nelle Alpi del Sud (CIG) si è occupata del progetto del nuovo tunnel teso a ripristinare standard adeguati di sicurezza della circolazione; sulla base delle soluzioni progettuali elaborate nell’anno 2000 dal gruppo di lavoro italo-francese (ANAS-DDE-CETU), nel 2003 la CIG provvedeva a nominare un gruppo di lavoro dedicato allo sviluppo del Progetto Preliminare dell’opera.

I componenti della Delegazione italiana nel gruppo di lavoro, guidata dall’Ing. Antonio Valente dell’ANAS, rappresentavano il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Regione Piemonte; analoga composizione si rifletteva per la componente francese. I due capi Delegazione si sono avvalsi delle rispettive strutture che, per la parte italiana, era rappresentata dalla Direzione Centrale Progettazione di Roma dell’ANAS. Fanno parte della CIG i rappresentanti dei Ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente e dell’Economia dei due Paesi, nonché delle Regioni interessate; in questo caso il Piemonte e la PACA per la Francia.

Tutte le attività tecniche e amministrative legate allo sviluppo, realizzazione e gestione del progetto del nuovo tunnel del Colle di Tenda sono in capo alla CIG che, di conseguenza, rappresenta il vero “Committente” dell’intervento. Al suo interno la CIG si organizza in Commissioni e Comitati (sempre con componenti di entrambi i Paesi) che si occupano di aspetti specifici e forniscono tutti gli elementi utili per consentire alla CIG di prendere le sue decisioni; i compiti delle Commissioni, così come quelli dalla CIG, sono definiti dall’Accordo di Parigi del Marzo del 2007.

Strettamente collegati al progetto sono il Comitato di Sicurezza, che esprime il proprio parere su tutti gli aspetti legati alla sicurezza della circolazione sia nel tunnel esistente che per gli aspetti progettuali e gestionali del nuovo tunnel, e la Commissione tecnica, che assiste la CIG nel monitoraggio amministrativo, tecnico e finanziario di tutti gli aspetti progettuali, costruttivi e gestionali del nuovo tunnel e di quello esistente. Tutte le attività di progettazione, appalto e lavori sono perciò sottoposte al controllo e alle indicazioni della CIG, sentito il Comitato di Sicurezza e la Commissione Tecnica.