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Filo diretto con il cantiere – prima parte

Lo scavo delle gallerie nel racconto di un Direttore dei Lavori con più di 40 anni di esperienza alle spalle. Un utile memoire che potrà servire anche alle nuove generazioni di Progettisti per integrare le proprie conoscenze accademiche con vera esperienza sul campo

L’Autore principale del nostro racconto non è un Pubblicista navigato. Ha maturato la propria esperienza sul campo, sporcandosi gli stivali nella nuda terra, scavando chilometri e chilometri di gallerie in tutto il mondo. Un’esperienza ricchissima che sarebbe stato imperdonabile disperdere, senza fissarne il ricordo, in questo breve compendio. Ne è nato un racconto in presa diretta, quasi un monologo che ripercorre i ricordi una vita, che i co-Autori hanno contribuito a trascrivere, conservando quell’immediatezza del racconto orale che ha tanto il sapore della vita vissuta. Perdoneranno i Lettori il racconto schietto, concentrato sui tecnicismi, puntuale nei dettagli: ma la materia trattata è cosa seria. Scavare gallerie rappresenta una delle sfide più affascinanti che mette a confronto l’uomo e la natura, in cui l’ingegneria civile e idraulica dà il meglio di sé, quasi sempre in condizioni estreme. Alla fine se ne esce arricchiti, in un processo di identificazione simpatetica, che affratella tutta la famiglia dei progettisti, degli scavatori e degli estimatori di gallerie, che – come è noto – sono una nicchia a sé stante nella vasta e nobilissima schiera dei Costruttori di opere.

Le tipologie di gallerie

Le gallerie, intese come opere in sotterraneo, si suddividono in quattro tipologie:

  1. gallerie in piano o con leggere pendenze per opere stradali, autostradali, ferroviarie, idrauliche, metropolitane, cittadine e tutte quelle opere in sotterraneo che servano a superare ostacoli naturali. È la tipologia più diffusa nell’ingegneria civile;
  2. gallerie in rimonta servono a superare dislivelli notevoli e collegare due punti a quote differenti. Servono principalmente per condotte forzate nel campo di impianti idroelettrici, di acquedotti, di treni alpini per collegare stazioni sciistiche, impiegate anche in miniera, per far discendere a livelli più bassi il minerale scavato, creare grandi vani da adibire a silos di stoccaggio;
  3. gallerie in discenderia servono principalmente negli impianti minerari per raggiungere livelli inferiori dove trovare il minerale e normalmente sono eseguiti “ad elica” per diminuire la pendenza e poterla praticare con mezzi gommati o cingolati;
  4. grandi vani in sotterraneo quali centrali idroelettriche in caverna, stazioni ferroviarie, opere militari per ricovero mezzi, aerei, depositi materiali, uffici speciali.

Per affrontare l’esecuzione di ciascuno di questi tipi di gallerie bisogna disporre di uno studio di base, di mezzi e di Personale differenti. Le gallerie in piano sono le più numerose e quelle che si presentano con maggiore frequenza ai costruttori civili.

  • La preparazione del fronte di scavo
    La preparazione del fronte di scavo
    La preparazione del fronte di scavo
  • La preparazione del fronte di scavo
    La preparazione del fronte di scavo
    La preparazione del fronte di scavo
  • Il fronte di scavo con centine
    Il fronte di scavo con centine
    Il fronte di scavo con centine
  • Il fronte di scavo
    Il fronte di scavo
    Il fronte di scavo
  • L’impermeabilizzazione
    L’impermeabilizzazione
    L’impermeabilizzazione
  • L’impermeabilizzazione
    L’impermeabilizzazione
    L’impermeabilizzazione
  • L’avanzamento dei lavori
    L’avanzamento dei lavori
    L’avanzamento dei lavori
  • Le criticità derivate dall’acqua
    Le criticità derivate dall’acqua
    Le criticità derivate dall’acqua
  • L’avanzamento dei lavori
    L’avanzamento dei lavori
    L’avanzamento dei lavori
Le operazioni preliminari: lo studio geologico

Prima di intraprendere un lavoro in sotterraneo di qualsiasi entità è indispensabile:

  • conoscere la geologia, la morfologia e la petrologia delle rocce, terre, che si andrà a incontrare, e possibilmente indagare l’eventuale esistenza lungo il tracciato, di faglie, lesioni o cambiamento di materiali;
  • conoscere l’idrologia, ovvero l’esistenza (possibile) di venute di acque sotterranee o addirittura di sacche, caverne, oggetto di depositi di grossi volumi di fanghi.

Per entrare in possesso di questi dati, che sono necessari allo scavo, si dispone di due metodi:

  • per le grandi opere, gallerie di traforo o superiori ai 5 km si esegue il “foro pilota”, che consiste nel praticare lungo lo stesso tracciato della costruenda galleria un foro, con una apposita macchina fresatrice chiamata TBM, del diametro di 3-4 m, in modo che si possa – percorrendo lo scavo – individuare rocce, faglie, venute d’acqua, criticità e in alcuni casi, rarissimi, evidenziare l’esistenza di gas tossici, acque calde o addirittura sabbie bollenti;
  • per opere minori si ricorre a prospezioni dall’esterno, mediante sondaggi a carotaggio continuo e alla cartografia della zona, mediante visite esterne, individuazione di faglie, di venute d’acqua. Le carote sono poi studiate in laboratorio per individuarne tutte le peculiarità.

Ovviamente, nel primo caso si potrà disporre di uno studio geologico completo dell’opera che azzera la possibilità di sorprese negative, mentre con il secondo metodo lo studio non potrà essere mai preciso e in questo caso sarà molto utile l’esperienza e la professionalità del Costruttore. Neve ricorda che, al tempo dei suoi primi scavi, un vecchio assistente di cantiere che non sapeva parlare in Italiano correttamente ma aveva eseguito tantissime gallerie gli disse: “La galleria è come una donna, in ogni momento ti può tradire. Occhio! Sveglio! Mai abbassare la guardia! Mai rilassarsi! Il nemico ti guarda”.