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Il ruolo dell’attivante di adesione – seconda parte

Esistono additivi per conglomerati bituminosi in commercio da quasi 50 anni che sono molto usati in Paesi esteri ma poco in Italia. Un esempio sono gli attivanti di adesione che possono garantire la vita utile delle pavimentazioni, evitando ammaloramenti come sgranamenti e formazione di buche

Nel precedente fascicolo sono stati presentati gli attivanti di adesione per conglomerati bituminosi, sia dal punto di vista dell’interazione bitume-aggregati sia dal punto di vista delle prove di laboratorio per la relativa caratterizzazione (qui la prima parte: http://online.stradeeautostrade.it/infrastrutture/pavimentazioni-e-manti/2016-06-30/il-ruolo-dellattivante-di-adesione-prima-parte-53687/). Gli attivanti di adesione sono additivi chimici utilizzati con lo scopo di garantire l’adeguata vita utile delle pavimentazioni. Supportata da una serie di prove di laboratorio, a testimonianza della loro funzione in questo fascicolo è presentata un’analisi progettuale di verifica secondo la AASHTO Guide, attraverso la determinazione dello Structural Number, utilizzando come riferimento una pavimentazione del Catalogo delle Pavimentazioni.

Il caso studio

Lo scopo della verifica

Le prove di laboratorio sono state sviluppate per verificare, attraverso l’utilizzo di metodi progettuali, come la vita utile della pavimentazione può cambiare se l’azione dell’acqua comporta una riduzione delle prestazioni meccaniche, a causa della limitata e/o apparente adesione bitume-aggregati. In particolare, le prove hanno consentito di verificare la variazione delle diverse prestazioni meccaniche, con particolare riferimento al Modulo di Rigidezza secondo la UNI EN 12697-27.

  • Aggregati senza e con due diverse percentualii di additivante di adesione dopo il Boiling Test (UNI EN 12697-11)
    Aggregati senza e con due diverse percentualii di additivante di adesione dopo il Boiling Test (UNI EN 12697-11)
  • Le curve granulometriche delle tre diverse miscele per strato d’usura
    Le curve granulometriche delle tre diverse miscele per strato d’usura
  • Le prestazioni delle miscele dopo la compattazione con la pressa giratoria
    Le prestazioni delle miscele dopo la compattazione con la pressa giratoria
  • La rigidezza media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    La rigidezza media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • La resistenza a Trazione Indiretta media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    La resistenza a Trazione Indiretta media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • Il Coefficiente Trazione Indiretta media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    Il Coefficiente Trazione Indiretta media delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
    La variazione dei vuoti medi a N1, N2 e N3 delle tre miscele con percentuale di bitume ottimale
  • La variazione nel tempo del modulo di Rigidezza medio tra le tre miscele (con e senza attivante di adesione)
    La variazione nel tempo del modulo di Rigidezza medio tra le tre miscele (con e senza attivante di adesione)
  • La variazione del parametro SN dell’intera pavimentazione in funzione dello strato di usura (con e senza attivante di adesione)
    La variazione del parametro SN dell’intera pavimentazione in funzione dello strato di usura (con e senza attivante di adesione)
  • Il numero di passaggi sopportabili dall’intera pavimentazione prima di arrivare al fallimento, in funzione dello strato di usura (con e senza attivante di adesione)
    Il numero di passaggi sopportabili dall’intera pavimentazione prima di arrivare al fallimento, in funzione dello strato di usura (con e senza attivante di adesione)

Le miscele

Le miscele bituminose realizzate in laboratorio sono state proporzionate prendendo come riferimento il fuso B del Capitolato ANAS per lo strato di usura, ovvero si sono studiate tre differenti miscele (tipo 1, tipo 2 e tipo 3), caratterizzate da aggregati provenienti da differenti cave di estrazione (ognuno con caratteristiche fisico meccaniche previste da Norme Tecniche ANAS). Per ogni curva granulometrica è stata determinante la percentuale ottimale di bitume mediante ottimizzazione della Stabilità Marshall.Le percentuali ottimali delle miscele sono state:

  • tappeto d’usura tipo 1 = 5,4% sul peso degli aggregati;
  • tappeto d’usura tipo 2 = 5,0% sul peso degli aggregati;
  • tappeto d’usura tipo 3 = 5,3% sul peso degli aggregati.

Le sole materie prime utilizzate sono state: aggregati, bitume modificato tipo hard (secondo Capitolato ANAS) e filler d’apporto.