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Il ponte sul torrente Rudavoi

L’intervento, inserito nel Piano Triennale per la Viabilità della Regione Veneto - di cui Veneto Strade SpA è soggetto attuatore - per un importo complessivo di progetto di 8.648.112,09 Euro, è interamente finanziato dal bilancio regionale

Nel presente articolo gli Autori descrivono la realizzazione del ponte sul torrente Rudavoi lungo la S.R. 48 “delle Dolomiti”, nel comune di Cortina d’Ampezzo (BL). L’esecuzione dell’opera, realizzata in un contesto unico quale quello dolomitico, ha dovuto tener conto di una serie di elementi che ne hanno indirizzato le scelte progettuali ed esecutive; tra questi elementi, oltre a quello architettonico e di inserimento paesaggistico, sono da ricordare la complessità geologica e idrogeologica dell’area e l’ubicazione del cantiere in una zona di alta montagna. La S.R. 48 “delle Dolomiti” si sviluppa all’interno del territorio della provincia di Belluno provenendo dalla contigua provincia di Trento (confine sul Passo Pordoi) e, dopo aver percorso circa 84 km – transitando per Arabba, Passo Falzarego, Cortina d’Ampezzo, Passo tre Croci, Auronzo di Cadore, – si innesta nella S.S. 52 “del Passo della Mauria”.

Sino a Cortina d’Ampezzo la S.R. 48 ricalca il tracciato della “Grande strada delle Dolomiti” (“Große Dolomitenstraße”), il collegamento carrozzabile tra la Bolzano e Dobbiaco, promossa da membri sudtirolesi del “Deutscher und Österreichischer Alpenverein” (l’organizzazione alpinistica corrispondente a quello che è ora in Italia il CAI) alla fine dell’Ottocento e completata nel 1909. La costruzione della strada, attraversando alcune tra le più belle valli delle Dolomiti, mise in moto il processo di valorizzazione turistica di questo territorio, all’epoca parte dell’Impero austroungarico, consentendo una comoda accessibilità a località fino a quel momento raggiungibili solamente a piedi o a dorso di mulo. La costruzione della strada rappresentò un’impresa ingegneristica di grandissimo impegno, dovendo superare altezze notevoli come il Passo Pordoi (2.239 m slm) e il Passo Falzarego (2.109 m slm) e dovendosi comunque confrontare con un territorio planoaltimetricamente molto vario.

Successivamente al termine della Prima Guerra Mondiale la modifica della situazione geopolitica comporta l’adeguamento e l’ampliamento dello sviluppo del tracciato sino a giungere, nel 1926, alla classificazione della “Strada di prima classe num. 48”, nella sua attuale configurazione, e all’affidamento della sua gestione alla allora appena formata AASS (Azienda Autonoma Statale della Strada). Da un punto di vista ingegneristico, la S.R. 48 rappresenta un interessante “catalogo” esecutivo sullo stato di conoscenza e di tecnica costruttiva del momento dei ponti che, per ragioni di tracciato, era stato necessario prevedere: basti pensare che, nel solo tratto in provincia di Belluno (circa 84 km, come si è detto), sono presenti 30 ponti di luce superiore ai 6 m a cui si aggiungono un numero notevolmente superiore di manufatti di minori dimensioni.

  • Vista di insieme del ponte
    Vista di insieme del ponte da valle con il monte Cristallo sullo sfondo (foto di Guido Frescura)
    Vista di insieme del ponte da valle con il monte Cristallo sullo sfondo (foto di Guido Frescura)
  • Lo sviluppo completo
    Lo sviluppo completo del tracciato della S.R. 48 con indicata la zona dell’intervento
    Lo sviluppo completo del tracciato della S.R. 48 con indicata la zona dell’intervento
  • La carta pubblicata nel 1909
    La carta pubblicata nel 1909 con il tracciato della “Grande strada delle Dolomiti”
    La carta pubblicata nel 1909 con il tracciato della “Grande strada delle Dolomiti”
  • Il progetto del ponte
    Il progetto del ponte in legno ricostruito nel 1927, sezione longitudinale (Archivio Comunale di Cortina d’Ampezzo)
    Il progetto del ponte in legno ricostruito nel 1927, sezione longitudinale (Archivio Comunale di Cortina d’Ampezzo)
  • Il ponte provvisorio
    Il ponte provvisorio costruito dopo la piena del 1997. Sotto l’impalcato si vedono le pile del ponte distrutto
    Il ponte provvisorio costruito dopo la piena del 1997. Sotto l’impalcato si vedono le pile del ponte distrutto
  • La realizzazione del sistema fondazionale
    La realizzazione del sistema fondazionale della pila lato Auronzo di Cadore
    La realizzazione del sistema fondazionale della pila lato Auronzo di Cadore
  • La fase di costruzione della campata centrale
    La fase di costruzione della campata centrale
    La fase di costruzione della campata centrale
  • Una fase delle prove di carico
    Una fase delle prove di carico. A monte, la viabilità provvisoria ha mantenuto la continuità del collegamento della S.R. 48 dal Settembre 1997 all’Ottobre 2011
    Una fase delle prove di carico. A monte, la viabilità provvisoria ha mantenuto la continuità del collegamento della S.R. 48 dal Settembre 1997 all’Ottobre 2011
  • Vista del ponte da valle
    Vista del ponte da valle (spalla lato Auronzo di Cadore)
    Vista del ponte da valle (spalla lato Auronzo di Cadore)
  • Un particolare della trifora
    Un particolare della trifora in corrispondenza della pila lato Auronzo di Cadore
    Un particolare della trifora in corrispondenza della pila lato Auronzo di Cadore
  • Un particolare della trifora in corrispondenza della pila lato Cortina
    Un particolare della trifora in corrispondenza della pila lato Cortina d’Ampezzo (sullo sfondo, la spalla)
    Un particolare della trifora in corrispondenza della pila lato Cortina d’Ampezzo (sullo sfondo, la spalla)
  • Il ponte completato
    Il ponte completato: si vedono al di sotto le spalle del ponte distrutto nel 1997 e il ponte provvisorio; sullo sfondo, il monte Cristallo
    Il ponte completato: si vedono al di sotto le spalle del ponte distrutto nel 1997 e il ponte provvisorio; sullo sfondo, il monte Cristallo
  • Il ponte da monte della spalla lato Cortina d’Ampezzo
    Il ponte da monte della spalla lato Cortina d’Ampezzo
    Il ponte da monte della spalla lato Cortina d’Ampezzo
  • Un particolare dell’appoggio dell’impalcato sulla spalla
    Un particolare dell’appoggio dell’impalcato sulla spalla (vista frontale)
    Un particolare dell’appoggio dell’impalcato sulla spalla (vista frontale)

Le tipologie impiegate utilizzano i materiali più facilmente reperibili in zona: impalcato in legno, con una struttura a travi e puntoni laterali, impostato su spalle e/o pile in pietra (impalcati poi sostituiti con struttura in calcestruzzo armato nel periodo compreso tra le due guerre) oppure ponti in pietra ad arco a tutto sesto o a sesto ribassato. Da segnalare che alla p.k. 112+133, in località Pocol, è presente l’unico ponte della S.R. 48 costruito sin in origine con impalcato già in calcestruzzo armato; realizzato tra il 1902 e il 1909 su progetto di Ernst Mäser, presumibilmente rappresentò un “progetto pilota” di un giovane Ingegnere uscito non molti anni prima dall’Università austriaca in cui l’insegnamento della tecnologia del calcestruzzo consentiva già di utilizzare questa tecnica almeno per le luci più modeste.

Successivamente alla loro costruzione, come accade per ogni strada, molti dei manufatti vennero nel tempo in parte ampliati/modificati per soddisfare le sopravvenute nuove esigenze della circolazione stradale oppure addirittura ricostruiti, totalmente o parzialmente, a causa di eventi naturali o degli eventi bellici. La varietà delle tipologie e le singolarità esistenti nei diversi manufatti hanno spinto Veneto Strade SpA a costruire nel tempo, attraverso l’importante lavoro di consulenza dell’Arch. Andrea Nulli di Milano, una raccolta delle informazioni storicocostruttive per ognuno dei 30 ponti della S.R. 48; tale documento fornisce una base di partenza per ogni analisi che, per ragioni di valutazione manutentiva o funzionale, deve essere avviata su ciascuno di questi manufatti.