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Il viadotto Del Ranco sul Quadrilatero Marche-Umbria

Un altro tassello è andato al posto giusto nei lavori di realizzazione dell’importantissimo progetto

Finalmente si va verso la conclusione dei lavori. Dopo le tante difficoltà riscontrate nella realizzazione di questo importante progetto viario, soprattutto di natura economico-finanziaria, legate a crisi aziendali che hanno colpito in modo molto forte il maxi Lotto 2 del Quadrilatero Marche-Umbria, causando un eccessivo ritardo nella realizzazione del progetto, si assiste alla chiusura di questo cantiere.

Alcune delle opere sono state realizzate dalla Castaldo SpA e tra queste, oltre alla fornitura di centine per le gallerie, ci sono il viadotto San Lazzaro e il viadotto del Ranco. Proprio di quest’ultimo vorremmo parlare in questa occasione. Una realizzazione che ha avuto le sue particolari criticità, che hanno posto l’attenzione sul fattore tempo, a causa della necessità di chiudere la Statale per due giorni per poter varare il viadotto in questione, tanto da dimostrare che nulla è impossibile quando si conosce bene il proprio lavoro. Ancora una volta il team Castaldo ha dato prova della propria professionalità e a tal proposito vorremmo raccontarvi in dettaglio le peculiarità dell’opera e delle operazioni di varo.

Descrizione dell’opera

Gli impalcati del viadotto Del Ranco, via Nord e Via Sud, introdotti a seguito della variante altimetrica progettata tra le p.k. 12+550 e 13+575 del tracciato stradale nell’ambito del progetto esecutivo della S.S. 318 Pianello-Valfabbrica – Maxilotto 2, di prima categoria, sono realizzati in sistema misto acciaio-cls con schema statico di trave in semplice appoggio di luce pari a 50 m. La piattaforma stradale ha una larghezza costante di 12,50 m, con una larghezza carrabile di 9,70 m e due cordoli di larghezza pari a 1 m e 1,80 m. La soletta in calcestruzzo, di spessore costante pari a 25 cm, è gettata su predalles tralicciate prefabbricate ed è collaborante. L’impalcato in acciaio è costituito da cinque travi affiancate di altezza costante pari a 1,75 m disposte ad interasse di 2,625 m, realizzate a doppio T saldato composto elettrosaldato. I diaframmi, posti a interasse massimo di 4,25 m, sono a struttura reticolare per quelli intermedi, e a doppio T saldato composto per quelli di spalla/pila. Per motivi di realizzabilità e di trasporto la travata è stata prefabbricata in conci di lunghezza massima di circa 10,375 m, che sono stati quindi assemblati a piè d’opera mediante giunti saldati a completa penetrazione.

  • Le operazioni di varo
    Le operazioni di varo del viadotto Del Ranco
    Le operazioni di varo del viadotto Del Ranco
  • La struttura del viadotto
    La struttura del viadotto
    La struttura del viadotto
  • La fase 1: l’avanzamento
    La fase 1: l’avanzamento (tempo di esecuzione di 30 minuti)
    La fase 1: l’avanzamento (tempo di esecuzione di 30 minuti)
  • Il varo
    Il varo
    Il varo
  • L’operazione conclusiva di varo
    L’operazione conclusiva di varo
    L’operazione conclusiva di varo

Considerazioni di progetto

La struttura è concepita come un graticcio alla Courbon. Trattandosi di un sistema misto acciaio-cls, le azioni agenti sono state suddivise in quattro fasi, corrispondenti alla storia strutturale degli impalcati, dal varo al compendio dei gradi di maturazione del getto di cls e quindi dei diversi livelli di rigidezza e caratteristiche statiche delle sezioni:

  • fase 0: è stata analizzata l’idoneità statica in fase di varo. Spesso questa fase diventa governante e dimensionante per talune parti della struttura. Lo è stata in questo caso, nelle zone in prossimità dei punti di tiro delle autogru. Particolare cura è stata posta nel modello globale sulle lunghezze libere d’inflessione (distanza tra due punti di flesso);
  • fase 1: considera il peso proprio della struttura in acciaio, delle lastre prefabbricate e del getto della soletta che, in questa fase, non collabora ancora strutturalmente. La sezione resistente corrisponde alla sola parte metallica;
  • fase 2: ai successivi carichi permanenti applicati alla struttura (pavimentazione, N.J. ecc.) corrisponde, invece, una sezione resistente mista acciaio-calcestruzzo, tenendo conto di fenomeni “lenti” (ritiro e viscosità), i cui effetti sono stati tradotti con un’azione di compressione accompagnata dal relativo momento flettente di trasporto dovuto all’eccentricità baricentro del getto di cls-baricentro sezione mista;
  • fase 3: esercizio (veicoli, variazioni termiche differenziali, ecc.). Particolare attenzione è stata rivolta alla determinazione delle lunghezze delle stese di carico per ottenere in ciascuna sezione le massime azioni.