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La Fenice di Comacchio

L'importante via d'acqua della pianura ferrarese è da tempo oggetto di lavori di ammodernamento tra cui anche la sostituzione di tutti i ponti esistenti

L’idrovia Ferrarese, che connette l’omonima città con il porto di Comacchio sull’Adriatico, in questi anni è oggetto di lavori di ammodernamento consistenti nell’allargamento della sezione e nella rettifica di alcune curve più strette in modo da permettere il transito di natanti di dimensioni maggiori. Questi lavori stanno richiedendo la sostituzione di tutti i ponti esistenti che non possiedono né la luce né il franco necessario.

Immagini

  • Il ponte esistente andrà demolito e sostituito con la nuova opera
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    Il ponte esistente andrà demolito e sostituito con la nuova opera
  • L’Airone Cenerino, ispirazione del nuovo attraversamento a Finale
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    L’Airone Cenerino, ispirazione del nuovo attraversamento a Finale
  • L’Airone Cenerino, ispirazione del nuovo attraversamento a Finale
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    L’Airone Cenerino, ispirazione del nuovo attraversamento a Finale
  • Un render del nuovo ponte a Finale di Rero
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    Un render del nuovo ponte a Finale di Rero
  • La distribuzione di sforzo assiale dovuta ai carichi permanenti
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    La distribuzione di sforzo assiale dovuta ai carichi permanenti
  • La distribuzione di sforzo assiale dovuta ai carichi permanenti
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    La distribuzione di sforzo assiale dovuta ai carichi permanenti
  • L’inviluppo dei momenti flettenti dovuti al carico accidentale
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    L’inviluppo dei momenti flettenti dovuti al carico accidentale
  • L’inviluppo dei momenti flettenti dovuti al carico accidentale
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    L’inviluppo dei momenti flettenti dovuti al carico accidentale
  • L’inviluppo degli abbassamenti dell’impalcato dovuto a carichi accidentali
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    L’inviluppo degli abbassamenti dell’impalcato dovuto a carichi accidentali
  • Il primo modo di instabilità degli archi
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    Il primo modo di instabilità degli archi
  • La sezione dell’impalcato
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    La sezione dell’impalcato
  • Il test a flessione su provino di FRC intagliato
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    Il test a flessione su provino di FRC intagliato
  • L’ortofoto dell’intervento
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    L’ortofoto dell’intervento
  • Un render della nuova opera
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    Un render della nuova opera

Arrivando a Finale di Rero (FE), una curva di raggio ridotto che non poteva essere allargata ha richiesto lo scavo di un nuovo canale navigabile, lasciando l’attuale a disposizione per l’ormeggio. Tra le due vie d’acqua nascerà un’isola artificiale  destinata a ospitare un area ricreazionale che andrà ad arricchire il già articolato ed affascinante sistema di ciclabili, il quale permette oggi una fruizione eco-turistica di questa attraente parte del delta del Po.

Il ponte esistente, così come il nuovo, sorge sulla punta di monte di quest’isola.

Il nuovo attraversamento avrà bisogno di due campate di 40 e 80 m circa per superare il vecchio e il nuovo canale rispettivamente. La configurazione è chiaramente adatta a un doppio arco a spinta eliminata, sia perché sostituisce l’arco in calcestruzzo armato esistente sia perché è necessario adottare una via inferiore per assicurare il franco senza alzare troppo la livelletta stradale, dato che in sponda sinistra dell’attraversamento si è già in pieno Paese. Il ponte progettato dagli Scriventi, in fase di costruzione da parte di Coop Costruzioni, è stato concepito per richiamare l’Airone Cenerino, grande e pregiato esemplare della ricca fauna aviaria di questa parte del delta. Il richiamo è reso possibile dall’inclinazione dei pendini che trasforma la funicolare dei due archi in un profilo del tutto simile a quello di due ali di un airone in fase di decollo.

Disegno ed efficienza strutturale

Nella continua ricerca di visibilità e citazioni, la progettazione di ponti sta seguendo le contorsioni di certa architettura moderna. Sfortunatamente, i ponti non sempre possono ignorare le leggi di gravità come gli edifici perché camion e treni sono notevolmente pesanti ed i momenti flettenti che insorgono per luci appena superiori a poche decine di metri sono infinitamente superiori a quelli che nascono dalle contorsioni di un edificio che vuole ergersi ad icona post-urbana.

Detto questo, non è che la perfetta verticalità e simmetria sia necessariamente vantaggiosa in tutte le situazioni, anche perché sono le stesse azioni esterne, a meno della gravità, che possono presentare variabilità e asimmetrie.  I ponti ad arco sono particolarmente adatti ad essere manipolati dalla moda architettonica del “famolo strano” a tutti i costi. In occasione della gara per il ponte di Finale, gli Autori hanno ritenuto fosse giunta l’occasione di proporre una soluzione ad arco con pendini inclinati.

Perdendo la verticalità dei pendini la funicolare dell’arco si trasforma infatti in un profilo asimmetrico che ricorda quello di un’ala parzialmente spiegata, con perdite di efficienza strutturale assolutamente trascurabili. La funicolare dell’arco così ottenuta è apparsa immediatamente calzante per il ponte a doppio arco di Finale di Rero, richiamando in maniera impressionante la sagoma dell’animale simbolo delle valli di Comacchio ovvero appunto l’Airone Cenerino.

Il comportamento strutturale

Per investigare l’effetto dell’inclinazione dei pendini sul comportamento strutturale dell’arco, abbiamo analizzato la luce più grande di Finale nelle due configurazioni a pendini verticali (arco simmetrico) e in quella di progetto a pendini inclinati. Sono stati realizzati due modelli piani agli elementi finiti delle due strutture aventi identica luce (74 m) e le medesime caratteristiche inerziali associate agli archi e all’impalcato, che sono state prese direttamente dal ponte di Finale schiacciando i due archi e le due travi d’impalcato su un unico piano.

Considerato che i due archi sono in funicolare, i momenti flettenti dovuti a pesi propri e portati sono in entrambi i casi trascurabili. Nel complesso, aumenti e riduzioni portano allo stesso valore medio delle sollecitazioni assiali e quindi alla stessa richiesta di area strutturale. Si può affermare che la configurazione geometrica adottata non determina un detrimento al comportamento strutturale dell’opera, come invece si è assistito in una serie di opere recenti nelle quali si inclinano gli archi in maniera arbitraria, peggiorando sensibilmente il comportamento laterale degli stessi, sia in termini di resistenza alle forze orizzontali che a fenomeni di instabilità. Queste opere spesso perdono di snellezza ed eleganza con membrature molto più massicce di quanto sarebbe richiesto dal comportamento stabile in funicolare degli archi stessi.

Fondazioni e condizioni vincolari

Il ponte di Finale si trova a circa 30 km dalla foce del Po di Volano e i terreni di fondazione sono composti da depositi alluvionali che si protraggono per una profondità considerevole di alcune centinaia di metri. I livelli superficiali direttamente interessati dalle fondazioni dell’opera sono principalmente costituiti da argille a caratterizzazione ove sabbiosa ove limosa, in cui si rinvengono inserti di torba e strati di sabbia anche di 5-6 m di spessore. Le indagini in sito si sono spinte fino a profondità di 50 m e sono state completate da test di laboratorio su campioni prelevati. In aggiunta, nelle diverse campagne di indagini, sono state eseguite prove con coni di penetrazione per la misura della pressione interstiziale. Sulla base delle informazioni ottenute è stato redatto il modello geotecnico di dettaglio del sito.

Tale modello ha messo in luce l’impossibilità di individuare un substrato rigido d’imposta a profondità ragionevoli. Pertanto, nel progettare le fondazioni dell’opera, si è fatto ricorso alla portanza laterale di pali di grande diametro (D1.500) di lunghezze variabili tra 29 e 32 m. Tale profondità è risultata necessaria per superare gli strati più soffici e raggiungere formazioni più resistenti.

La geometria delle fondazioni ha dovuto anche tenere conto delle condizioni dettate dalla presenza del ponte preesistente, che verrà demolito prima della costruzione della nuova opera, dalla posizione del nuovo canale e di quello esistente che dovrà essere mantenuto in funzione durante tutti i lavori.

Infine, la progettazione delle opere ha tenuto in debita considerazione, attraverso analisi di rischio e specifici modelli di calcolo, dei pericolosi fenomeni di liquefazione del terreno conseguenti ad eventi tellurici.

La carpenteria metallica

Gli archi e l’impalcato sono realizzati con 500 t di acciaio tipo SJ355. Il montaggio di questa carpenteria può essere eseguito mediante gru di portata medio piccola. Allo stato attuale, il colore definitivo della carpenteria metallica non è stato ancora deciso.

Gli archi

Gli archi sono contenuti in piani convergenti inclinati di 14° rispetto alla verticale per entrambe le luci. L’inclinazione degli archi non complica significativamente la costruzione e tuttavia ha il vantaggio di ridurre i controventi e conferire alla struttura un aspetto più slanciato.