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La Superstrada Pedemontana Veneta

La più importante opera stradale attualmente in costruzione nella regione del Veneto

Con il Piano dei Trasporti della Regione Veneto del 1990, la constatazione della mancanza di un’adeguata viabilità in una delle aree più dinamiche e produttive del Veneto fece sì che il Consiglio Regionale individuasse un “itinerario pedemontano veneto” di collegamento tra l’alta pianura vicentina a Ovest e l’alta pianura trevigiana a Est. Ci sono voluti più di 25 anni per arrivare all’approvazione del progetto preliminare dell’opera, avvenuta con Delibera del CIPE solo il 29 Marzo 2006, a causa della discussione politica, delle fasi progettuali, degli iter burocratici e amministrativi e dei vari contenziosi.

In questi anni, l’opera è stata sempre più avvertita come prioritaria e urgente dalle Comunità Locali interessate e dalle categorie economiche della zona, che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza dal 2009. In questo stesso anno è stata anche stipulata la convenzione di concessione. La Superstrada Pedemontana Veneta è indubbiamente la più importante opera stradale attualmente in costruzione nella regione del Veneto e ha in sé caratteristiche molto particolari legate alla sua genesi; si precisa in tal senso che:

  • è una “Superstrada a pedaggio”;
  • è un’opera di competenza regionale, ma inserita fra le opere strategiche di Legge Obiettivo a livello nazionale;
  • è un’opera realizzata in regime commissariale ai sensi della L. n° 225/1992 a seguito della dichiarazione del Consiglio dei Ministri di uno stato di emergenza traffico sulla cui legittimità è stata chiamata a esprimersi definitivamente persino la Corte Costituzionale nel Novembre 2014;
  • è un’opera realizzata tramite l’istituito della concessione di progettazione definitiva ed esecutiva, esecuzione e gestione per 39 anni sulla base di una proposta di finanza di progetto presentata alla fine del 2003;
  • è un’opera che beneficia di un contributo pubblico per 614,91 milioni di Euro, derivante da due specifiche Leggi (L. 448/1998 e L. 98/2013), a fronte di un investimento complessivo pari a 2.258 milioni, e che per la differenza viene pagata con capitali privati, poi remunerati con la gestione a pedaggio dell’opera, per buona parte da reperire tramite l’emissione di bond.

  • Sarcedo, il tratto in trincea (Lotto 2A)
    Sarcedo, il tratto in trincea (Lotto 2A)
    Sarcedo, il tratto in trincea (Lotto 2A)
  • L’Ing. Silvano Vernizzi
    L’Ing. Silvano Vernizzi, Commissario della Superstrada Pedemontana Veneta
    L’Ing. Silvano Vernizzi, Commissario della Superstrada Pedemontana Veneta
  • La planimetria del tracciato
    La planimetria del tracciato
    La planimetria del tracciato
  • L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
  • L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Malo
  • L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
  • L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Treviso della galleria Sant’Urbano
  • L’imbocco lato Vicenza della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Sant’Urbano
    L’imbocco lato Vicenza della galleria Sant’Urbano
  • Il casello di interconnessione sulla A31 (Lotto 2)
    Il casello di interconnessione sulla A31 (Lotto 2)
    Il casello di interconnessione sulla A31 (Lotto 2)
  • La galleria artificiale Trevignano (Lotto 3)
    La galleria artificiale Trevignano (Lotto 3)
    La galleria artificiale Trevignano (Lotto 3)
  • Lo svincolo Bassano Est (Lotto 2)
    Lo svincolo Bassano Est (Lotto 2)
    Lo svincolo Bassano Est (Lotto 2)
  • Lo svincolo di Altivole (Lotto 3)
    Lo svincolo di Altivole (Lotto 3)
    Lo svincolo di Altivole (Lotto 3)
  • Il monolite tra Camposampiero e Montebelluna (Lotto 3)
    Il monolite tra Camposampiero e Montebelluna (Lotto 3)
    Il monolite tra Camposampiero e Montebelluna (Lotto 3)
  • Il viadotto Brenta (Lotto 2)
    Il viadotto Brenta (Lotto 2)
    Il viadotto Brenta (Lotto 2)
  • Il viadotto Astico (Lotto 2)
    Il viadotto Astico (Lotto 2)
    Il viadotto Astico (Lotto 2)

In relazione invece alle sue specifiche tecnico funzionali, la Superstrada Pedemontana Veneta è stata condizionata dal perseverare lo scopo di migliorare i collegamenti interni alla regione del Veneto nell’area pedemontana, relazionandosi fortemente con le previsioni urbanistiche locali, garantendo la massima compatibilità con i territori attraversati, così come indicato nella legge istitutiva che ha dato origine alla Pedemontana stessa, ovvero a la L. n° 448/98. Ne è conseguito un iter procedurale caratterizzato dalla forte e significativa partecipazione delle Comunità Locali durante le fasi approvative del progetto preliminare, dello studio di impatto ambientale nel 2005/2006 e del progetto definitivo del 2010. Ne sono conseguiti:

  • estesi tratti in trincea (oltre 50 km) per limitare l’impatto visivo e acustico sul territorio;
  • oltre 9 km in gallerie artificiali;
  • una frequenza di svincoli (circa uno ogni 6 km) tale da garantire un’adeguata permeabilità sul territorio;
  • numerose opere complementari di adduzione per evitare che il traffico da e per la Superstrada vada a interessare i centri abitati.

La Superstrada Pedemontana Veneta, inoltre, ha portato avanti l’obiettivo di riordinare e riorganizzare l’intero sistema viario del territorio di riferimento per migliorare i livelli complessivi di qualità e sicurezza, in funzione delle esigenze della mobilità e dello sviluppo a livello locale. L’intervento permetterà, quindi, una migliore accessibilità, facendo sì che gli attori locali possano raggiungere in modo più diretto e in tempi più brevi i mercati esterni e nello stesso tempo garantirà di allontanare il traffico, soprattutto dei mezzi pesanti, dai numerosi centri abitati oggi fortemente congestionati dal traffico di attraversamento.

Il pensiero dell’Ing. Silvano Vernizzi, Commissario della Superstrada Pedemontana Veneta

La Pedemontana Veneta è sicuramente una delle grandi opere più contestate. D’altra parte, in Italia è ormai lo sport preferito quello di contestare le grandi opere, lo scempio del territorio, le enormi colate di cemento che devastano l’ambiente integro e incontaminato a parte qualche migliaio di capannoni realizzati negli ultimi anni senza alcuna protesta e a parte il continuo urbano costituito da una edificazione diffusa che crea una città unica in tutta l’area pedemontana veneta e anche questo senza proteste. Quindi Comitati, manifestazioni contro, addirittura Sante Messe, dal sapore un po’ pagano, per proteggere madre natura come se lo scopo di chi sta realizzando quest’opera sia quello di distruggere il territorio e di renderlo inservibile per le future generazioni. Questo il contesto in cui si è iniziata la realizzazione dell’opera. Il modo di procedere è stato quello della legalità assoluta, mai un passo di troppo per evitare gli strali movimentisti e dei  Comitati, e quindi rispetto rigoroso delle procedure. Siamo anche arrivati al termine dei contenziosi con la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi di diversi cittadini capeggiati da due portavoce dei Comitati, introducendo, peraltro , un concetto innovativo ossia che la privazione della celerità di spostamento è una violazione dei diritti fondamentali dell’individuo. Altro tema base della polemica relativa all’opera è stato quello della nomina di un Commissario di Protezione Civile per la realizzazione della stessa. A parte che sulla correttezza di tale nomina si sono espressi con sentenze favorevoli il TAR Lazio, il Consiglio di Stato e anche la Corte Costituzionale, è necessario fare alcune considerazioni. La nomina di un Commissario equivale a individuare un unico soggetto responsabile della realizzazione di un’opera e ciò con risvolti certamente positivi sulla realizzazione della stessa, senza ricorrere a strutture complesse che quando si determina un problema lo risolvono creando un “tavolo  di lavoro” e quindi affossando l’opera. Sulla Pedemontana Veneta questo modo di operare ha funzionato e quindi continuiamo per contrastare la “decrescita felice” con uno sviluppo ordinato e compatibile con l’ambiente.