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Kiran K. Kapila: l’uomo che… riesce ad educare e a triplicarsi

Intervista a Kiran K. Kapila, Presidente dell’IRF International Road Federation

La nostra Redazione ha intervistato a Ginevra Kiran K. Kapila, Presidente dell’IRF International Road Federation.

“Strade & Autostrade”: “Cos’è IRF, quali scopi si propone e come opera per raggiungere tali fini?”.

“Kiran K. Kapila”: “IRF, acronimo per International Road Federation (www.irfnet.ch), è un’Organizzazione Non Governativa e senza fini di lucro, nata nel 1948, che persegue l’obiettivo di avere “Strade sicure e sostenibili e mobilità in sicurezza” in tutto il mondo. Scopo principale di IRF è perseguire benefici sociali ed economici per reti di trasporto sicure, sostenibili ed ecocompatibili a livello globale. Per garantire questo obiettivo, collabora con Governi locali, Agenzie delle Nazioni Unite, Banche Multilaterali di Sviluppo, Organizzazioni con ideologie simili, individui e altre Organizzazioni Non Governative. IRF si basa su soluzioni tecnologiche, attività standard di gestione, soluzioni in house e Corsi di formazione. Ha un ruolo importante da svolgere in tutti gli aspetti della politica stradale e di sviluppo in tutto il mondo: per i Governi e le Istituzioni finanziarie, offre infatti ampio supporto di competenza per le strategie e le politiche di sviluppo della strada. Per i suoi membri, è una vera e propria rete aziendale, un collegamento con le Istituzioni e le Agenzie esterne come le Nazioni Unite e l’Unione Europea, un biglietto da visita utile al dialogo con i Funzionari governativi e i responsabili delle decisioni. Per la comunità di Professionisti della strada, le Associazioni nazionali della strada, i gruppi di difesa, le Aziende e le Istituzioni dedicate allo sviluppo di infrastrutture stradali sicure è una fonte di sostegno e di informazione.
Per migliorare la sua portata e l’accessibilità a più Paesi del mondo, nel 1964 è stato costituito a Ginevra un Centro Programma. Tale Centro ha a sua volta istituito altri due rami organizzativi in India e in Africa, rispettivamente nel 2010 e nel 2015. In particolare, sono stati costituiti per il progresso della sicurezza stradale nei Paesi di tutto il mondo caratterizzati per natura da diversi livelli e ritmi, con particolare attenzione ai Paesi in via di sviluppo dove le morti sulla strada sono incredibilmente elevate rispetto ad altri Stati.

  • Il Presidente Kapila
    Il Presidente Kapila con i suoi numerosi premi e riconoscimenti
    Il Presidente Kapila con i suoi numerosi premi e riconoscimenti
  • Kiran K. Kapila
    Kiran K. Kapila, Presidente dell’IRF International Road Federation
    Kiran K. Kapila, Presidente dell’IRF International Road Federation
  • L’IRF è un’Organizzazione Non Governativa
    L’IRF è un’Organizzazione Non Governativa e senza fini di lucro, nata nel 1948, che persegue l’obiettivo di avere “Strade sicure e sostenibili e mobilità in sicurezza” in tutto il mondo
    L’IRF è un’Organizzazione Non Governativa e senza fini di lucro, nata nel 1948, che persegue l’obiettivo di avere “Strade sicure e sostenibili e mobilità in sicurezza” in tutto il mondo

Nel 2010, IRF ha preso l’impegno di lavorare senza sosta per raggiungere l’obiettivo del Piano d’azione per il Decennio delle Nazioni Unite che prevede la riduzione, entro il 2020, del 50% delle vittime della strada a livello globale. L’Organizzazione persegue l’obiettivo di avere strade sicure e sostenibili e mobilità in sicurezza attraverso i suoi quattro principali gruppi di lavoro: Ambiente e Sostenibilità, PPP (Partenariato Pubblico Privato) e Finanziamenti, ITS e Sicurezza stradale. Presieduti da Professionisti, questi gruppi hanno intrapreso rapporti di lavoro sia con gruppi interni alle Nazioni Unite sia con altre Organizzazioni del settore stradale. Per esempio, in India è impegnata con il Governo indiano e con il Ministero dei Trasporti stradali e autostradali (MoRTH – Ministry of Road Transport and Highways) per perseguire obiettivi come la rimozione di punti neri, il finanziamento di programmi di sicurezza, la costruzione di strade attraverso l’utilizzo di materie prime rispettose dell’ambiente. In qualità di membro di diversi Comitati impegnati nell’ambito dell’ingegneria veicolare e dell’innovazione, sta sostenendo il Governo nel garantire la verifica sulle modifiche esterne ai veicoli, l’emissione di un codice per i bus, la fornitura di ABS sui veicoli, la visibilità dei veicoli, l’ispezione periodica e la manutenzione dei veicoli e molti altri aspetti tecnici.
Un programma per migliorare la visibilità del trasporto non motorizzato è anche uno dei progetti che IRF (IC) sta attualmente cercando di raggiungere. Con una popolazione attuale di circa 100 milioni di individui in tutto il Paese, il settore delle biciclette attualmente soffre di un’inadeguata visibilità. È stato infatti intrapreso un programma per migliorare la visibilità tramite pellicole retroriflettenti su diversi punti dei velocipedi attraverso Norme prescritte (AIS 90) da parte del Bureau of Indian Standards (Agenzia Qualità Nazionale del Paese). Tale programma è stato messo in atto in collaborazione con alcuni Fornitori leader come 3M e Avery Denison. Inoltre, la sicurezza stradale è stata ripresa tra le materie nell’ambito dell’insegnamento scolastico”.
“S&A”: “Cosa fa IRF a livello mondiale per diffondere la cultura in termini di innovazione della qualità delle opere stradali, in tema di sicurezza e di impatto ambientale?”.

“KKK”: “IRF ha istituito il Premio Innovazione per il trasporto stradale PVS (InARoaD), una competizione che riconosce progetti esemplari che rappresentano esempi di impatto reale sul trasporto nei Paesi in via di sviluppo e riguardanti pratiche innovative, sostenibili e premianti in questo campo. Sostenendo l’eccellenza e l’innovazione nel settore dei trasporti, il premio si propone di mostrare gli effetti positivi delle infrastrutture e del trasporto sulla qualità della vita delle comunità nonché il loro vitale contributo alla riduzione degli incidenti, incoraggiando così i decisori e gli operatori di tutto il mondo ad implementare tali soluzioni. Oltre a promuovere l’innovazione in tutto il settore utilizzando tecnologie all’avanguardia, IRF ha sviluppato strumenti innovativi per i grandi temi del settore stradale come la sicurezza e l’impatto ambientale. Ad esempio, ha progettato un dispositivo su misura per i gas serra – denominato Changer – per progetti di infrastrutture stradali.
RADaR è un’altra innovativa applicazione progettata da IRF (India) per una registrazione scientifica e matematica dei dati inerenti gli incidenti. La disponibilità dei dati di un incidente, visti come risorsa, è infatti – in particolare nei Paesi in via di sviluppo – una delle principali carenze. Senza un report preciso di dati adeguati, tali Paesi hanno difficoltà nell’identificare i problemi che affliggono la loro rete. Molti interventi attuati al fine di ridurre gli incidenti, perciò, risultano inefficaci o non danno i risultati desiderati poiché non sono basati su dati certi. Tra le principali ragioni della mancanza di queste informazioni, si citano Normative incoerenti e le procedure burocratiche per la raccolta dati. RADaR è, inoltre, un’applicazione mobile sviluppata per Tablet Android per la raccolta dati in digitale direttamente dal luogo in cui è avvenuto l’incidente”.

“S&A”: “Le reti stradali dei 117 Paesi in cui siete presenti sono molto eterogenee. Esiste comunque un fattore che le accomuni, una ricetta che possa essere valida per ogni situazione?”.

“KKK”: “Sì, la rete stradale è eterogenea e varia da Paese a Paese in termini di geometria, di materiali utilizzati per la costruzione delle strade, di utilizzo della strada, ecc.; tuttavia, vi sono alcune caratteristiche comuni alle reti come gli incidenti stradali, i tempi di percorrenza, i costi di gestione del veicolo, l’impatto ambientale, ecc.. Prendiamo il caso degli incidenti stradali, per esempio: il Road Safety Audit è una “ricetta comune” che può essere applicata su qualsiasi tipo di rete per identificare le aree pericolose per i diversi gruppi di utenti della strada. Se effettivamente applicata, essa può risparmiare davvero molte vite umane sulle rete stradali di tutto il mondo. Con diverse Agenzie stradali, IRF sta mirando ad istituzionalizzare il Road Safety Audit e la sua conformità alla pianificazione, alla progettazione, alla realizzazione e alla gestione della rete; in tal modo, si potrà contribuire alla riduzione del numero di incidenti e, di conseguenza, della perdita di vite umane”.

“S&A”: “Come considera la rete stradale italiana nell’ambito di un confronto – anche da punto di vista della sicurezza – con le altre reti europee e mondiali?”.

“KKK”: “Non ho guidato molto in Italia, ma ho riscontrato autostrade sicure. Rispetto alla rete stradale europea, in particolare nell’Europa orientale – in cui, anche se la rete stradale è relativamente ben sviluppata, per la maggior parte non è ancora all’altezza degli standard occidentali – non vedo molta differenza in termini di sicurezza percepita, anche se i dati indicano che in Italia il tasso di mortalità (sei decessi ogni 100.000 abitanti, dati del 2012) è stato al di sopra della media dei 27 Paesi dell’UE. Tuttavia, rispetto ai Paesi in via di sviluppo come l’India, devo ammettere che la rete stradale italiana è molto più sicura. Ciò che realmente fa la differenza tra le reti stradali nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo è la sicurezza nell’utilizzo della rete stessa”.