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Un mobicat EVO per il gesso

Un frantoio mobile Kleemann Mobicat EVO MC 110 Z sta operando con successo in una cava di gesso gestita da Gyproc Saint-Gobain

L’Italia è uno dei maggiori produttori europei di gesso; il materiale è presente in grandi quantità in Piemonte (nella zona di Asti), in Sicilia nelle Marche e in Emilia Romagna. In quest’ultima regione si trova a partire dalla provincia di Bologna, ma emerge in modo marcato nella cosiddetta Vena del gesso romagnola, dove esiste una dorsale lunga circa 25 km con una larghezza media di 1,5 km. La presenza del gesso è dovuta al ciclico abbassamento del livello del Mar Mediterraneo durante l’età geologica del Messiniano (epoca del Miocene) che fu causato dalla chiusura dello stretto di Gibilterra. L’assenza di scambio con l’oceano aperto provocò il prosciugamento, favorito da forte evaporazione e ipersalinità che, in decine di migliaia di anni, formò pozze dove si depositarono enormi quantità di sali, specialmente solfato di calcio (gesso) e cloruri. II fenomeno, conosciuto anche come crisi di salinità del Messiniano, ha avuto un andamento ciclico (riempimento ed evaporazione per diverse volte) e questo spiega come la vena del gesso romagnola sia formata da quindici banchi gessosi, separati tra loro da sottili strati di argille.

La conformazione attuale in forma di rilievo si deve ai movimenti tettonici del periodo Quaternario che ha portato al sollevamento del fondo marino e dei depositi messiniani, affiorati in modo discontinuo lungo quasi tutta la catena appenninica che corre per buona parte della penisola italiana per circa 1.500 km. La Vena del gesso romagnola è dunque una dorsale di solfato di calcio biidrato (CaSO4x2H2O) di notevole importanza, anche perché è l’unica formazione geologica interamente gessosa di grandi dimensioni esistente in Europa.

  • Il Responsabile Tecnico della cava, Silvano Sartor
    Il Responsabile Tecnico della cava, Silvano Sartor
  • L’acquisto del frantoio rappresenta un passo importante per migliorare la produttività della cava
    L’acquisto del frantoio rappresenta un passo importante per migliorare la produttività della cava
  • L’acquisto del frantoio rappresenta un passo importante per migliorare la produttività della cava
    L’acquisto del frantoio rappresenta un passo importante per migliorare la produttività della cava
  • Il Mobicat EVO MC 110 Z è il primo prodotto Kleemann acquistato da Gyproc Saint-Gobain Italia
    Il Mobicat EVO MC 110 Z è il primo prodotto Kleemann acquistato da Gyproc Saint-Gobain Italia
  • Il sistema di prevagliatura livella in modo ottimale il materiale nella tramoggia, permettendo così volumi di produzione costanti
    Il sistema di prevagliatura livella in modo ottimale il materiale nella tramoggia, permettendo così volumi di produzione costanti
  • Il frantoio si distingue per le sue dimensioni relativamente compatte in rapporto alla capacità produttiva
    Il frantoio si distingue per le sue dimensioni relativamente compatte in rapporto alla capacità produttiva
  • I blocchi di solfato di calcio passano da una pezzatura 0-500 mm a una di 0-160 mm
    I blocchi di solfato di calcio passano da una pezzatura 0-500 mm a una di 0-160 mm
  • I blocchi di solfato di calcio passano da una pezzatura 0-500 mm a una di 0-160 mm
    I blocchi di solfato di calcio passano da una pezzatura 0-500 mm a una di 0-160 mm

La cava Gyproc di Monte Tondo

La cava di Monte Tondo si trova a cavallo dei comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme (RA) a ridosso del parco naturale della Vena del gesso romagnola ed è stata aperta dalla Società italiana ANIC nel 1954 per alimentare uno stabilimento di fertilizzanti situato a Ravenna. La sua coltivazione è stata avviata inizialmente con i metodi e la logistica tipici del periodo, cioè mediante lo scavo di gallerie dalle quali il materiale era estratto in banco. La cava oggi è caratterizzata dalla coltivazione a cielo aperto di monte a mezza costa con perforazione e sparo di mine, a creare gradoni e platee discendenti.

Nel 2005 Saint-Gobain ha acquisito British Plaster Board (BPB), che nel frattempo aveva rilevato il sito estrattivo dalla fine degli anni Ottanta, quindi oggi la cava di Monte Tondo è una delle otto gestite in Italia da Gyproc Saint-Gobain, divisione del Gruppo francese che detiene un primato mondiale nel mercato dei sistemi costruttivi a secco e degli intonaci e finiture a base gesso. In Italia, Gyproc Saint-Gobain è del resto ben radicata con una sede centrale a Milano, otto uffici commerciali dislocati su tutto il territorio nazionale e, appunto, otto cave dalle quali si estrae il gesso destinato a stabilimenti per la produzione dei sistemi a secco e degli intonaci. La cava di Monte Tondo, che oggi produce circa 200.000 t di materiale all’anno ad alto titolo (> 90%), alimenta lo stabilimento di Casola Valsenio che si trova a meno di 4 km dal sito estrattivo. Nato nel 1983 inizialmente per la produzione di intonaci a base gesso, nel 1991 lo stabilimento è poi diventato il primo in Italia a produrre lastre in gesso rivestito.