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Il fresato: materiale ecosostenibile per la produzione di miscele bituminose – seconda parte

Il corretto trattamento e la rigenerazione con Attivanti Chimici Funzionali sono i fondamenti della regola d’arte

Il programma di laboratorio

Le miscele utilizzate per il confronto prestazionale sono state conglomerati bituminosi tipo binder, secondo fuso granulometrico di riferimento ANAS. Il quantitativo di fresato utilizzato è stato pari al 40% sul peso totale degli aggregati e, ovviamente, la curva del fresato utilizzata è quella post-estrazione. Visto il quantitativo di fresato e la relativa curva granulometrica contenente elevate percentuali di passante al 2 mm, il proporzionamento non comprende l’utilizzo di sabbie.

La percentuale ottimale di bitume utilizzata è stata pari al 4,70% sul peso degli aggregati, determinata tramite metodo di ottimizzazione Marshall e calcolata su miscela non additivata. Nel dettaglio, il rigenerante Iterlow RS impiegato nell’analisi è un additivo specifico per la gestione e l’impiego di fresato riutilizzato a caldo. L’additivo è aggiunto nel bitume d’apporto e consente anche di controllare le temperature di produzione, evitandone l’eccessivo innalzamento per l’utilizzo di alte percentuali di fresato.

Pertanto, si sono eseguite tutte le prove per la caratterizzazione prestazionale delle tre miscele considerando che alcuni parametri fondamentali per un conglomerato bituminoso sono:

  • la rigidezza e la resistenza a trazione dei materiali per la corretta distribuzione dei carichi;
  • la rottura per fatica, come conseguenza della modifica della struttura interna che le ripetute deformazioni provocano nel materiale;
  • lo scorrimento viscoso con accumulo di deformazioni permanenti sotto l’azione di carichi statici o dinamici.

Questi elementi sono indicatori prestazionali correlati alla formazione di fessurazioni e di ormaie per la relativa determinazione, si sono eseguite le verifiche riportate di seguito.

La compattazione con pressa giratoria

La compattazione dei provini utilizzati per le verifiche prestazionali è stata eseguita per mezzo di pressa giratoria, in accordo alla Norma UNI EN 12697-31. La particolarità di questo metodo consiste nel poter esercitare contemporaneamente una pressione verticale e un moto rotatorio al provino. Questa azione riorganizza internamente e continuamente i suoi costituenti, addensando le miscele in modo del tutto simile a quanto fatto in opera mediante rulli.

L’opportuna rielaborazione dei dati memorizzati dalla pressa durante la fase di compattazione è di supporto inoltre alla caratterizzazione volumetrica delle miscele, alla verifica della lavorabilità e del relativo grado di addensamento. Si ricorda che una bassa compattazione coincide con una percentuale di vuoti elevata, con conseguente riduzione della vita utile della pavimentazione.