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Sicurezza del territorio e tecnologia in cantiere

Lavori in corso per la cassa d’espansione Pizziconi a Figline Valdarno (FI), dove l’Impresa Italscavi sta lavorando a pieno ritmo per consegnare la grande opera: la strada è tracciata e anche Sitech Italia è pronta a percorrerla nel miglior modo possibile

Il problema della fragilità del nostro territorio e dell’esposizione al rischio di alluvioni e di esondazioni riguarda molte aree della penisola. In tantissimi comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico che comportano ogni anno un bilancio economico pesantissimo. In un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici in atto sono sempre più evidenti e comportano fenomeni meteorologici estremi – caratterizzati da piogge intense concentrate in periodi di tempo sempre più brevi -, gli interventi di messa in sicurezza del territorio diventano essenziali per la popolazione e complessi per le Imprese che li devono realizzare, a causa di tempistiche ridotte, di consegne stringenti e di margini risicati.

In questo scenario, dove si intrecciano sicurezza, qualità e redditività, la tecnologia applicata al cantiere offre alle Imprese la possibilità di affrontare lavori complessi, eliminando errori e costi di rilavorazione, risparmiando carburante e risorse incrementando i propri margini. È il caso della cassa d’espansione Pizziconi in corso di realizzazione in frangia all’Arno, precisamente a Figline Valdarno (FI), dove l’Impresa Italscavi sta lavorando a pieno ritmo per consegnare la grande opera nel più breve tempo possibile. L’Azienda di Scandicci ha anche una scadenza simbolica da rispettare: quest’anno ricorreranno i 50 anni dalla piena che si abbatté su Firenze il 4 Novembre 1966; i più maturi ricorderanno sicuramente gli Angeli del fango e le tristi immagini dell’epoca… La cassa, inserita in un piano di opere più ampio e articolato, serve proprio a evitare che eventi del genere si ripetano in futuro, mettendo in sicurezza Firenze e la sua provincia dalle piene potenzialmente distruttive dell’Arno.

L’intervento

L’intervento che impegna la Società Italscavi presenta diverse criticità: oltre ai volumi da scavare, è interessante vedere come esse siano state affrontate grazie all’ausilio della tecnologia GPS applicata al cantiere. La cassa Pizziconi, prima di una serie di quattro casse di laminazione che fanno parte di un progetto complessivo dell’Autorità di Bacino del fiume Arno, richiede la movimentazione di circa 600.000 m3 di terra nell’arco di circa 12 mesi di lavori e la conseguente realizzazione di un argine perimetrale della lunghezza di 5 km. Stefano Mingoni, Responsabile di cantiere per Italscavi, sottolinea che tutto il materiale che viene movimentato per realizzare la vasca, prima di essere utilizzato per realizzare l’argine – in modo da impattare il meno possibile con la circolazione sulla rete stradale circostante -, viene raccolto in grandi baie di stoccaggio; qui, un Ente preposto effettua una serie di prelievi per valutare eventuali contaminazioni da inquinanti del terreno che, se rilevate, obbligherebbero l’Impresa a mettere in sicurezza il lotto, per poi smaltirlo in discariche autorizzate secondo le Normative vigenti.

  • cassa di espansione Pizziconi
    Una visione d’insieme della cassa di espansione Pizziconi
    Una visione d’insieme della cassa di espansione Pizziconi
  • Il progetto globale
    Il progetto globale del sistema di casse di laminazione
    Il progetto globale del sistema di casse di laminazione
  • Stefano Mingoni
    Stefano Mingoni, Responsabile di cantiere per Italscavi
    Stefano Mingoni, Responsabile di cantiere per Italscavi
  • Il control box
    Il control box nella cabina dell’escavatore: tutte le informazioni sono a disposizione dell’operatore in tempo reale
    Il control box nella cabina dell’escavatore: tutte le informazioni sono a disposizione dell’operatore in tempo reale
  • La sezione dello scavo
    La sezione dello scavo effettuato sul quadrante H5
    La sezione dello scavo effettuato sul quadrante H5
  • Il dozer con sistema Trimble GCS900
    Il dozer dotato di sistema Trimble GCS900
    Il dozer dotato di sistema Trimble GCS900
  • Il rullo con sistema CCS900
    Il rullo con sistema CCS900
    Il rullo con sistema CCS900
  • La mappa di compattazione
    La mappa di compattazione: in colore verde sono evidenziate le zone compattate correttamente
    La mappa di compattazione: in colore verde sono evidenziate le zone compattate correttamente

Quindi, l’intera cubatura di terreno viene movimentata in realtà due volte: la prima dalla posizione originaria alle baie di stoccaggio poi, da queste, alla collocazione definitiva sugli argini perimetrali. Per rispettare le tempistiche concordate, Italscavi utilizza mediamente quattro escavatori cingolati, due dozer, due rulli compattatori – utilizzati per consolidare gli strati dell’argine – e 12 autocarri cava cantiere: ciò consente di movimentare una media di 6.000 m3 di terreno al giorno. Una tale media produttiva, utilizzando sistemi convenzionali di scavo e profilatura, sarebbe stata molto difficile da garantire sul lungo periodo con il rischio di onerosi rifacimenti in caso di errore; per questo Italscavi ha deciso di equipaggiare le macchine con sistemi GPS 3D Trimble forniti dalla Sitech Italia. Eseguire il lavoro a regola d’arte, nei tempi stabiliti e soprattutto rispettando il budget stabilito: sono proprio questi gli obiettivi che si prefigge di ottenere attraverso l’utilizzo della tecnologia Sitech.

Prima ancora di “muovere la terra” i sistemi Sitech permettono di “muovere informazioni e dati” attraverso il loro componente principale: il software Trimble Visionlink. Accedendo dai propri computer a Visionlink, la Direzione Lavori di Italscavi ha a disposizione, in tempo reale, tutti i dati relativi alla produttività e alla qualità del lavoro di tutti i mezzi in cantiere dotati del sistema di controllo Trimble GCS900 (Grade Control System); questo permette di poter prendere immediatamente decisioni apportando i giusti correttivi laddove necessari.