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In coda sulla A4, Brebemi deserta

Un anno fa, il video della partitella di calcio su una Brebemi deserta, postato da tre ragazzi bergamaschi legati ai centri sociali. Al filmato, ritenuto diffamatorio, la società aveva risposto accusando gli autori di averlo girato quando lo snodo di 62 chilometri che collega Brescia a Milano era chiuso. E però, dopo le polemiche per la partenza non proprio scattante – azzoppata dai bassi flussi di traffico, da una segnaletica poco intuitiva e dalla logistica in via di perfezionamento – dal giorno dell’inaugurazione, era il 23 luglio 2014, molti dei nodi sembrano ancora irrisolti.

Secondo Legambiente Lombardia, «lo scorso anno Brebemi ha chiuso con una perdita di 35,4 milioni, ma quest’anno le perdite sono raddoppiate, salendo a 68 milioni – sono i dati diffusi dal responsabile regionale Trasporti dell’associazione ambientalista, Dario Balotta – . Ecco arrivato, dunque, il fallimento finanziario, già annunciato da quello della gestione: le stime erano di 60 mila veicoli in circolazione ogni giorno, mentre non si è andati oltre i 15 mila».

Nata come collegamento direttissimo, alternativo alla A4 Milano-Venezia, la Brebemi ancora stenta a decollare come mostrano le immagini riprese dal drone martedì 29 e mercoledì 30 marzo tra le 8.15 e le 8.30: mentre la nuova autostrada a tre corsie, costata 2 miliardi e 400 milioni, continua a essere semideserta, la vecchia «Serenissima» è sempre congestionata. E dire che la nuova autostrada, inaugurata tra gli altri dal premier Matteo Renzi, doveva alleggerire proprio la tratta battuta dai pendolari offrendo una soluzione più sicura, efficiente e veloce.

Tra i fattori che hanno pesato di più, e che continuano a frenare il decollo di Brebemi, il costo del pedaggio: ritenuto troppo alto e non competitivo rispetto alla A4. Come si legge sui pannelli affissi dalla concorrente, Società autostrade, «da Brescia Ovest a Milano Est via A4: 77 chilometri, auto 6,30 euro, Tir 15,30. Via Brebemi: 92 chilometri, auto 12,40 euro, Tir 33,60». Gli incentivi – l’ultimo, in vigore dal 9 marzo, prevede il 15 per cento di sconto su A35 (Brebemi) e A58 (Tangenziale esterna) per i clienti Telepass family o business – evidentemente non hanno funzionato.

Dato ancora più rilevante, se si considera che Brebemi dovrebbe finanziarsi con il proprio traffico (ma in questi anni non sono mancati i finanziamenti pubblici (260 milioni in 15 tranche annuali dal 2017 al 2031, stanziati nella legge finanziaria 27 del dicembre 2014 ; altri 60 erogati dalla Regione Lombardia). Anche sul piano logistico l’apertura della Teem-A 58 (la Tangenziale est esterna di Milano), costruita per agevolare il raccordo con Brebemi, non sembra aver migliorato la situazione. A dimostrarlo sarebbero i dati Aiscat- Associazione italiana società concessionaria autostrade e trafori di giugno 2015, ovvero successivi all’inaugurazione di Teem.

Nei 30 giorni campione, dallo studio emerge che «sulla Brebemi sono stati percorsi 24,6 milioni di chilometri, che corrispondono a un flusso di 13.205 transiti quotidiani». Se non fosse che le stime della società puntavano a un break even di 60 mila transiti giornalieri. Inferiori alle attese anche i risultati di Teem: sempre a giugno 2015 la media di transiti al giorno era di 16.667, «valore superiore di circa un quarto rispetto a quello di Brebemi, ma al di sotto della capienza della nuova autostrada», sottolinea Aiscat.

Brebemi era andata al contrattacco fornendo numeri diversi: «Dopo il mese di giugno – rendeva noto il presidente, Francesco Bettoni – sulla A35 si è registrata una media di 35 mila veicoli nei giorni lavorativi». Perché, allora, lanciare una campagna promozionale con sconti fino al 45 per cento per i viaggiatori del fine-settimana?

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