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Oice: «Ingegneria in crescita, giusto puntare sui progetti esecutivi»

Negli ultimi dieci mesi il mercato della progettazione è in netta crescita rispetto ai 10 mesi dello stesso periodo precedente: secondo l’Osservatorio Oice/Informatel l’incremento è del 29,3% per il numero e del 29,2% in valore. In termini assoluti nei mesi successivi all’entrata in vigore del decreto 50/2016, si sono raggiunti i 331 milioni di euro contro i 256 milioni di euro del periodo maggio 2015 – febbraio 2016.

All’interno di questo dato complessivo si colloca il risultato delle gare per servizi di sola progettazione del primo bimestre 2017: sono state 468, per un valore di 58,2 milioni di euro; nel confronto con il primo bimestre 2016 il numero cresce del 5,2% mentre il valore scende del 30,8%. Le gare di servizi per sola progettazione rilevate nel mese sono state 246 (di cui 24 sopra soglia) per un importo di 27,7 milioni di euro, rispetto al mese di febbraio 2016 hanno avuto una crescita del 22,4% in numero e un calo del 62,1% in valore.

Nel primo bimestre 2017 per tutto il mercato dei servizi di ingegneria e architettura sono state bandite 837 gare per un importo complessivo di 110,6 milioni che, confrontati con il primo bimestre 2016, mostrano un aumento del 18,9% nel numero (+58,7% sopra soglia e +15,0% sotto soglia) e un calo del 17,4% nel valore (-27,2% sopra soglia e +41% sotto soglia). Le gare rilevate nel solo mese di febbraio sono state 448 con un importo complessivo di 38,3 milioni, rispetto a febbraio 2016 il numero dei bandi cresce del 27,3% e il loro valore scende del 53,9%.

Ad una prima lettura i dati di febbraio 2017 hanno un forte segno negativo, che sembra marcare una pausa del mercato, ma approfondendo si vede che febbraio 2016 è stato caratterizzato da un valore molto elevato per la pubblicazione di un maxibando di RFI spa, 29 gare per servizi tecnici (non solo progettazione) per 60,4 milioni di euro complessivi. Con il valore di febbraio 2016 depurato del maxibando RFI, in realtà febbraio 2017 cresce del 68,4%.

«Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Gabriele Scicolone, presidente Oice – del risultato di questi ultimi dieci mesi dall’entrata in vigore del codice dei contratti, che hanno rilanciato la domanda pubblica di ingegneria e architettura dimostrando che la scelta di puntare su progetti esecutivi da mandare in gara era ed è giusta per il nostro settore ma ancora più per la collettività per effetto dell’innalzata qualità dei lavori che verranno appaltati. Siamo però preoccupati da come sembra avviato ad essere approvato il primo correttivo che potrebbe bloccare il circuito virtuoso che iniziava ad instaurarsi attraverso una retromarcia pericolosa rispetto alla regola del progetto esecutivo a base di gara per gli appalti di lavori.

Riteniamo che le aperture sull’appalto integrato vadano contenute al minimo e ai soli casi di urgenza per calamità naturali, con gli opportuni controlli e solo per chiudere i progetti già approvati ad aprile 2016 mettendoli in gara in tempi brevissimi, anche se su questo secondo punto ci chiediamo perché ciò non sia avvenuto e ci lascia quindi forti elementi di perplessità».

«Molto positive – ha continuato Gabriele Scicolone – sono invece le proposte di correzione sull’obbligo di applicazione del decreto parametri e sul divieto di sponsorizzazioni e rimborsi, prassi utilizzate per non pagare il dovuto al progettista. Rimangono ancora delle perplessità sulla norma che consente al vincitore del concorso di progettazione di acquisire di diritto gli sviluppi progettuali, norma contraria al diritto europeo e che elude la concorrenza sul prezzo con possibile danno erariale; va inoltre rivista la norma sulle modalità di rimborso delle spese di pubblicità sui quotidiani che penalizza fortemente professionisti e società che non possono contare su una anticipazione prezzi. Infine – ha concluso il presidente Oice – è opportuno intervenire per introdurre almeno per le grandi infrastrutture l’obbligo di ricorso a supporti di project management per garantire il rispetto di costi e tempi delle grandi opere e introdurre elementi di parità di trattamento fra chi svolge incarichi di direzione lavori all’interno delle amministrazioni e chi acquisisce tali incarichi dall’esterno, a tutela della collettività e delle esigenze di sicurezza; insomma, se si sta andando nel verso della modernizzazione del settore, attenzione a fare passi indietro e bisogna fare i passi avanti con coraggio e determinazione».

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