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Fascicolo n° 121 gennaio/Febbraio 2017

Politiche europee e italiane di trasporto: le ferrovie sono il nodo strategico

Per il rilancio degli investimenti pubblici e del PIL e per la modernizzazione del sistema dei trasporti in Italia il ruolo strategico delle ferrovie è sempre più evidente. Gli investimenti delle Società autostradali sono passati dai 2 miliardi circa all’anno del 2010-2012 a1,3 nel 2016. Le cause sono dovute in parte al completamento dei progetti di Autostrade per l’Italia (variante di valico e terza corsia A14) e in parte a intoppi su specifiche opere (Asti-Cuneo, Tirrenica, Valdastico Nord, terza corsia A4 Mestre-Trieste). Negli ultimi due-tre anni sono invece ripartiti gli investimenti ferroviari, trainati dalle nuove tratte ad Alta Capacità Treviglio-Brescia, Terzo Valico, Brennero: +38%. Lo scorso anno si sono investiti 3,1 miliardi per strade e autostrade e 4 miliardi sulle ferrovie, una situazione ribaltata rispetto a pochi anni fa.

Il programma decennale delle RFI prevede enormi investimenti per complessivi 62 miliardi di Euro sulla rete e 14 miliardi per nuovi treni e logistica integrata di Trenitalia. Uno sviluppo operativo che prevede già dall’inizio di quest’anno 17,9 miliardi di spesa, di cui il 58% per nuove tratte AV/AC e Corridoi europei, il resto per trasporto merci, linee pendolari e regionali, sicurezza e tecnologia. Anche strade e autostrade hanno programmi di sviluppo. Autostrade per l’Italia prevede di risalire a circa 1,2 miliardi l’anno nel prossimo decennio, sbloccando progetti importanti come la Gronda di Genova, la Tangenziale di Bologna e una serie di terze e quarte corsie. Anche ANAS punta a rilanciare gli investimenti a tre miliardi l’anno.

Con il nuovo contratto di programma Stato-ANAS verrà sancita l’autonomia finanziaria e l’uscita dalla Pubblica Amministrazione da parte di ANAS. L’integrazione societaria con il Gruppo FS avverrà presumibilmente entro la metà di quest’anno, con l’obiettivo di sviluppare sinergie industriali e risparmi gestionali; aumento degli investimenti dagli attuali 1,8 miliardi a tre miliardi di spesa media annua. Il rilancio dell’ANAS punta anche su manutenzione e tecnologia più che sulle nuove opere, sull’efficienza della gestione, sulla riorganizzazione aziendale sul territorio con il passaggio da 21 compartimenti a otto macroaree e sull’allargamento della rete gestita riprendendosi 6.200 km regionali (dai 25.500 km attuali).

Il futuro dei trasporti sono le ferrovie, come affermato nell’intervista di primo piano apparsa sul nostro fascicolo n° 119 Settembre/Ottobre 2016 dal Prof. Ennio Cascetta (si veda anche http://online.stradeeautostrade.it/interviste/incontri-e-interviste/2016-09-15/luomo-che-pianifica-i-trasporti-54879/), braccio destro del Ministro Graziano Delrio come Capo della Struttura Tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta Sorveglianza presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il cronoprogramma per le infrastrutture strategiche prioritarie della STM del Prof. Cascetta prevede un cambiamento della tipologia di investimenti. Per 50 anni si è puntato su strade per realizzare la connettività tra le grandi aree metropolitane, ora è il tempo di puntare al ferro sia per la mobilità delle merci, anche in considerazione del grande sviluppo dei traffici e degli scambi commerciali. Senza dimenticare gli impegni presi per il completamento delle infrastrutture stradali e autostradali avviate e in corso.

Anche la riorganizzazione della Governance dei moli è solo una parte di un progetto più ampio. Cioè quel Piano strategico della portualità per le banchine e la logistica. Il piano prevede, tra l’altro, una serie di interventi per migliorare i collegamenti marittimi e terrestri, ad esempio semplificando le manovre ferroviarie negli scali merci. Sono inoltre previste azioni per migliorare la qualità dei collegamenti ferroviari di ultimo miglio nei porti e agevolazioni per spostare le merci dalla gomma alla ferrovia e alla nave. Oggi in Italia solo il 15% circa delle merci che viaggiano via terra sale sui vagoni mentre il restante 85% è su gomma. L’obiettivo che ci chiede l’Europa entro il 2030 è trasferire da gomma a ferro il 30% delle merci entro il 2021. E al trasporto merci su ferro puntano anche i progetti sui Corridoi europei: Brennero, Torino-Lione, Genova-Gottardo, Alta Capacità al Sud.

Per l’Italia la quota di spesa statale da inserire nella “clausola investimenti” per il 2016 per la parte di co-finaziamento nazionale a programmi europei di 4.180 milioni e per i Corridoi europei TEN-T è stata raggiunta, permettendo così – come previsto nelle Legge di Stabilità 2016 – di togliere dal calcolo del deficit un quota di spesa pubblica pari allo 0,3% del PIL. Resta comunque sempre alta l’attenzione per le opere stradali, e sono in aumento da quest’anno anche gli investimenti per migliorare le infrastrutture a garanzia di durabilità perché i manufatti stanno invecchiando rapidamente e devono sempre comunque garantire sicurezza agli utenti attraverso una accurata manutenzione, con una gestione attenta e tecnologicamente innovativa.

Auguro a voi tutti un anno sereno!

Claudio Capocelli

Scarica il Sommario alla pagina http://www.edi-cem.it/home/strade-autostrade/