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Controllo e verifica in realtà virtuale di progetti per la sicurezza stradale – prima parte

Il caso di Via Pistoiese a Firenze: nonostante il calo delle vittime sulla strada dal 2004 ad oggi, l’incidenza dei sinistri mortali nelle aree urbane in Europa è leggermente aumentata

L’incidentalità costituisce un problema crescente per il sistema di trasporto urbano. Nel 2013, 9.919 persone sono morte in Europa sulle strade urbane (circa il 38% del numero totale delle vittime di sinistri su tutta la rete stradale europea). Sebbene il numero di morti sia diminuito del 42% dal 2004 ad oggi, l’incidenza dei sinistri mortali nelle aree urbane in Europa, sul totale delle vittime della strada, è leggermente aumentata nel periodo 2004-2013, dal 35% al 38%.

La descrizione dell’impostazione e dei criteri adottati nella sperimentazione verrà trattata nella seconda parte pubblicata sul prossimo fascicolo (qui la seconda parte: http://online.stradeeautostrade.it/viabilita/segnaletica-e-sicurezza/2016-09-15/controllo-e-verifica-in-realta-virtuale-di-progetti-per-la-sicurezza-stradale-seconda-parte-54829/).

Il miglioramento della sicurezza stradale in ambito urbano

Il problema della sicurezza stradale in ambito urbano

I dati pubblicati da ACI-ISTAT confermano lo stesso trend anche per quanto riguarda il contesto nazionale. Nel 2014, gran parte degli incidenti che hanno comportato conseguenze alle persone sono avvenuti su strade urbane e buona parte degli stessi in aree urbane caratterizzate da un’alta densità di popolazione, con elevate conseguenze per gli utenti deboli della strada Nel 2014, nei principali comuni italiani, si è registrato circa il 31% dei sinistri, ovvero il 25% delle vittime di incidenti stradali.

La sicurezza stradale a Firenze

Nel 2015 sulle strade urbane fiorentine si sono verificati 3.297 incidenti stradali che hanno provocato la morte di 22 persone e il ferimento di altre 2.489. La tendenza del numero di incidenti verificatesi è in diminuzione rispetto agli anni precedenti (–10% dal 2014, –11% dal 2013 e –13% rispetto al 2012). Anche per il numero di feriti si registra un trend di diminuzione (–12% sia rispetto al 2014 che al 2013 e –49% dal 2012); tuttavia cresce il numero dei morti: nel 2015 si sono registrati quattro decessi in più rispetto al 2014 e nove in più al 2012. Da un’analisi dei sinistri è inoltre emerso che gli utenti deboli della strada sono anche i più colpiti. Nel 2011 il Comune di Firenze e la Fondazione Lorenzo Guarnieri hanno promosso un progetto di sicurezza stradale denominato “Progetto David”. Il progetto è finalizzato a ridurre del 50% i decessi e le lesioni gravi causati da incidenti stradali nel corso dei prossimi dieci anni a Firenze, e quindi salvare circa 58 vite in dieci anni (Progetto David, 2011).

  • Esempio di una rappresentazione in ambiente virtuale
    Esempio di una rappresentazione in ambiente virtuale
    Esempio di una rappresentazione in ambiente virtuale
  • L’ubicazione delle criticità all’interno della rete stradale del Comune di Firenze
    L’ubicazione delle criticità all’interno della rete stradale del Comune di Firenze
    L’ubicazione delle criticità all’interno della rete stradale del Comune di Firenze
    L’ubicazione delle criticità
  • Il simulatore di guida LaSIS
    Il simulatore di guida LaSIS
    Il simulatore di guida LaSIS
  • Vista generale del tracciato di Via Pistoiese
    Vista generale del tracciato di Via Pistoiese
    Vista generale del tracciato di Via Pistoiese
  • Il tratto di Via Pistoiese con il cordolo spartitraffico discontinuo
    Il tratto di Via Pistoiese con il cordolo spartitraffico discontinuo
    Il tratto di Via Pistoiese con il cordolo spartitraffico discontinuo
  • Lo schema funzionale di progetto per la circolazione veicolare lungo Via Pistoiese
    Lo schema funzionale di progetto per la circolazione veicolare lungo Via Pistoiese
    Lo schema funzionale di progetto per la circolazione veicolare lungo Via Pistoiese
I progetti di miglioramento della sicurezza in ambito urbano

Le aree urbane sono spazi pubblici destinati a numerose attività e funzioni, in cui differenti tipi di utenze (automobilisti, motociclisti, trasporto pubblico, ciclisti, pedoni) vi competono continuamente. La costante interazione tra il traffico motorizzato e le utenze vulnerabili crea situazioni in cui le persone sono regolarmente messe a rischio. L’analisi dei fattori di rischio evidenzia che tra i principali fattori che incrementano il livello di incidentalità un ruolo rilevante va imputato alle velocità inappropriate con cui vengono percorsi questi tipi di strade. Le misure di moderazione del traffico che, da sole o combinate tra loro, mirano a influenzare la velocità praticata dagli utenti motorizzati, riducendo il conflitto tra le diverse tipologie di fruitori, garantendo un uso  più equo dello spazio pubblico e richiamando l’attenzione verso le potenziali insidie del tracciato o la specifica complessità dei luoghi attraversati, possono offrire un influente contributo all’incremento della sicurezza stradale in ambito urbano. Non tutti questi dispositivi, chiaramente, sono applicabili e efficaci per la risoluzione delle problematiche che si possono presentare in ambienti stradali così complessi ed eterogenei. Vi è la necessità, pertanto, non solo di definire l’intervento migliore per risolvere il potenziale problema identificato, ma piuttosto di quantificare la potenziale efficacia, in termini di miglioramento della sicurezza stradale, dell’intervento proposto.

In generale, il concetto di miglioramento della sicurezza stradale è associato a una riduzione dell’incidentalità. La progettazione di una nuova infrastruttura stradale o l’adeguamento di un tracciato esistente, ai fini del miglioramento della sicurezza stradale, può essere affrontato con l’aiuto di strumenti matematici e statistici che forniscono, a partire da delle variabili note, una previsione quantitativa dell’incidentalità. L’approccio basato sulla valutazione preventiva dell’incidentalità attesa (tipico, ad esempio, dell’Highway Safety Manual) su un dato tratto stradale in funzione delle sue caratteristiche geometriche, infrastrutturali e di traffico, ne è un valido esempio. Questo approccio, sostanzialmente svincolato dalla effettiva incidentalità che caratterizza un dato tronco stradale, risulta particolarmente utile quando si voglia, in via preventiva, quantificare la potenziale efficacia di un dato intervento in termini di riduzione della incidentalità. Questa previsione, però, non è semplice a causa della quantità elevata e delle interazioni complesse dei parametri che entrano in gioco. I modelli previsionali sono, infatti, degli strumenti molto accurati per stimare il numero totale di incidenti per una strada o per una classe di strade, ma essi non riescono a isolare l’effetto di una singola variabile geometrica o relativa agli strumenti per il controllo del traffico.

Inoltre, se le variabili indipendenti nel modello sono fortemente correlate tra loro, è difficile separare gli effetti individuali. Considerato che la sicurezza stradale dipende dal successo dell’interazione delle tre componenti del sistema di trasporto su strada (uomo, veicolo e infrastruttura) e che il ruolo del “Fattore Umano” contribuisce in maniera rilevante rispetto alle altre componenti si avverte di conseguenza la necessità di prendere in esame preliminarmente anche l’influenza che determinate scelte progettuali possono avere, una volta messe in opera, sul comportamento e lo stile di guida degli utenti della strada. L’utilizzo di un approccio interdisciplinare basato sulle tecniche di simulazione di guida può essere un promettente metodo per affrontare questa sfida. Le tecniche di simulazione permettono, infatti, di analizzare comportamenti di guida per situazioni non ancora esistenti in cui è in gioco la sicurezza stradale e/o nei casi nei quali è necessario il controllo sistematico delle condizioni sperimentali. Inoltre, la possibilità di ricostruire determinate caratteristiche infrastrutturali ritenute potenzialmente pericolose e di ottenere un riscontro immediato e oggettivo sulle capacità di risposta del conducente ha notevolmente ampliato il campo di studio, consentendo di valutare quali siano le condizioni legate alla possibilità del verificarsi di incidenti. L’analisi dei rischi basata su situazioni simulate consente quindi di sviluppare un lavoro di progettazione e valutazione delle infrastrutture stradali integrando la classica metodologia basata sulla logica della previsione.