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Interconnessioni e co-modalità: uno sviluppo efficace per l’ETN

La presente ricerca analizza la funzione delle interconnessioni dei trasporti intermodali locali, regionali e continentali (lo European Transport Network) su lunga distanza al fine di evolvere il potenziale per una maggiore efficienza sia economica che di ridotto impatto ambientale. Il principale obiettivo è stato quello di valutare la portata, la rilevanza e le specifiche cause della scarsa connessione individuando, ove possibile, specifiche soluzioni innovative.

L’analisi è stata implementata con una modellazione mirata a stabilire le modalità di intervento e i punti focali su cui agire mediante diverse sezioni di ricerca:

Immagini

  • Vista dall’alto dell’aeroporto di Francoforte
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    Vista dall’alto dell’aeroporto di Francoforte
  • Lo European Transport Network Passengers and Freight
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    Lo European Transport Network Passengers and Freight
  • Lo European Transport Network Passengers and Freight
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    Lo European Transport Network Passengers and Freight
  • L’influenza in termini di costi delle singole modalità di trasporto nei processi multimodali di trasporto
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    L’influenza in termini di costi delle singole modalità di trasporto nei processi multimodali di trasporto
  • Le percentuali di errore riscontrate nelle iterazioni del modello (calibrazione e validazione)
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    Le percentuali di errore riscontrate nelle iterazioni del modello (calibrazione e validazione)
  • I parametri di calibrazione e validazione del modello
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    I parametri di calibrazione e validazione del modello
  • L’interfaccia IC Module
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    L’interfaccia IC Module
  • La struttura delle connessioni tra le modalità di trasporto
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    La struttura delle connessioni tra le modalità di trasporto
  • Il miglioramento delle connessioni e il relativo impatto sulla ripartizione modale
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    Il miglioramento delle connessioni e il relativo impatto sulla ripartizione modale
  • L’assegnamento del traffico nell’Europa centrale (sinistra) - Mediterraneo (centro) - Nord Baltico (destra)
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    L’assegnamento del traffico nell’Europa centrale (sinistra) - Mediterraneo (centro) - Nord Baltico (destra)
  • La variazione di emissioni CO2 in base ai relativi miglioramenti di interconnessione
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    La variazione di emissioni CO2 in base ai relativi miglioramenti di interconnessione
  • Vista della stazione ferroviaria di Amsterdam
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    Vista della stazione ferroviaria di Amsterdam
  • Vista dell’aeroporto di Malpensa
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    Vista dell’aeroporto di Malpensa
  • identificazione di potenziali soluzioni per l’implementazione dell’interconnettività;
  • ricerca dei feedback per la valutazione di possibili soluzioni alle criticità rilevate;
  • produzione di prove quantitative sull’attuale e futuro impatto dell’interconnessione a lunga distanza, sia a livello locale che regionale;
  • dimostrazione della validità di un possibile miglioramento dei collegamenti su scala europea in termini di decongestione dei Corridoi di trasporto, incoraggiando uno spostamento verso le modalità di trasporto sostenibili, la riduzione dei gas serra (GHG) e delle emissioni.
L’interconnettività in Europa: la situazione attuale

L’analisi di alcuni dati statistici sugli spostamenti intermodali a lunga distanza indica che non è possibile registrare informazioni dettagliate e specifiche sul loro livello di funzionalità. Nonostante ciò, la maggior parte dei dati output analizzati suggerisce che l’autotrasporto è la modalità di viaggio prevalente sulle distanze brevi, circa 400 km, con una quota di mercato compresa tra il 70 e l’80%, nella maggior parte dei Paesi europei.

Per i viaggi più lunghi tale quota rimane inferiore al 45% (soprattutto nelle zone insulari dove i collegamenti stradali risultano molto limitati), mentre il trasporto aereo assume un ruolo centrale grazie a un rilevante volume di spostamenti. È emerso inoltre che il trasporto ferroviario ricopre il solo 10% circa di tutti i movimenti anche se, in futuro, questo dato, presumibilmente grazie allo sviluppo delle reti AC/AV (Alta Capacità/Alta Velocità), è destinato a crescere.

La valutazione di una nuova pianificazione strategica

Le presenti politiche dell’UE, dirette agli Stati membri, potrebbero essere riviste e riesaminate in relazione ad alcune specifiche criticità ed esigenze. Sarebbe necessario ottimizzare ulteriormente le interfacce fra le reti di trasporto e le singole modalità, affrontando gli aspetti relativi alla progettazione e pianificazione di svincoli, schemi logistici e servizi. In aggiunta, una maggiore attenzione è necessaria per garantire un più elevato grado di aderenza alle Direttive per la promozione dell’intermodalità. Sono migliorabili le connessioni tra le lunghe e le medio/brevi distanze fra i diversi sistemi di trasporto anche se la maggior parte dei nodi di interscambio europei hanno già buon livello di funzionalità. Tre sono i settori di particolare importanza per l’attuazione di un ulteriore sviluppo mirato alla competitività:

  • una migliore infrastrutturazione fisica (specialmente i terminali intermodali e logistici);
  • nuove tecnologie rivolte a facilitare e potenziare i collegamenti e la co-modalità;
  • una revisione delle politiche e dei quadri logistici che permetta di facilitare la cooperazione.

Spingendo verso la promozione e lo sviluppo di una grande infrastrutturazione si deve focalizzare l’attenzione su:

  • la promozione, lo sviluppo e l’interoperabilità di una rete ferroviaria europea ad alta velocità;
  • integrare la pianificazione della rete e del territorio anche a livello regionale;
  • il miglioramento dell’accessibilità negli aeroporti e l’intermodalità fra i terminali;
  • lo sviluppo della co-modalità e della complementarietà fra le modalità di trasporto per facilitare la velocità degli spostamenti promuovendo l’utilizzo dei sistemi di trasporto (ITS).

Da ciò si evidenzia la necessità di attuare una strategia globale da sviluppare e da attuare specificamente in tre aree strategiche:

  • infrastrutture fisiche: (terminali intermodali). Vi sono ancora differenze sostanziali nella qualità e nel livello delle infrastrutture in Europa. Un terminale di scambio intermodale non può essere isolato dallo sviluppo delle altre modalità di modo di trasporto e viceversa;
  • tecnologia: facilitare l’interoperabilità dei nodi di interscambio con sistemi telematici di controllo;
  • politica e Normativa giuridica: facilitare la cooperazione attraverso la creazione di standard europei per facilitare lo sviluppo tecnologico ed impedire l’emanazione di Normative nazionali non pienamente convergenti, specialmente per quanto riguarda le informazioni e i sistemi di prenotazione.
Le principali criticità presenti nella rete e gli ambiti di intervento per migliorarle

Da un’analisi molto dettagliata sia qualitativa che quantitativa sono stati individuati i principali problemi presenti nella rete dei trasporti europei che causano una debole connessione sia in termini fisici che logistici. Emerge subito come sia presente una scarsa ed insufficiente previsione degli standard per i collegamenti locali e, inoltre, la progettazione, la manutenzione e il funzionamento degli interscambi modali risultano inefficienti.

Si dovrebbe migliorare l’erogazione dei servizi di trasporto mediante connessioni più veloci fra i grandi centri di smistamento (aeroporti – stazioni centrali) e una maggiore e più efficace distribuzione delle informazioni con l’integrazione delle diverse modalità di trasporto. È necessario intervenire in maniera concreta sul potenziamento dei collegamenti e dei servizi di trasporto, sul miglioramento dei nodi multimodali, sulla compatibilità ambientale, sulla limitazione dei costi generali e su una precisa strategia di marketing utile alla rappresentazione delle diversificazioni ed innovazioni introdotte.

Il processo di modellizzazione

Completata la sezione relativa alla visualizzazione dello stato dell’arte attuale, risulta necessario schematizzare una possibile previsione sul possibile futuro dell’interconnessione dei trasporti a livello europeo. In sostanza, si è implementata una modellizzazione utile a definire possibili miglioramenti in termini di rete, riduzione di costi, emissioni e ottimizzazione dei processi.

Spesso la definizione di un modello multimodale richiede la disponibilità di dati, sia per l’attuazione che per la calibrazione e inoltre, è necessario valutare il livello di dettaglio, le specifiche caratteristiche e la quantità.

Tale processo è stato utile per vagliare una possibile ripartizione modale del traffico. La procedura di assegnazione implementata, attraverso Trans-Tools simula le coppie di spostamento nelle matrici O/D (Origine-Destinazione). Gli scenari in cui si prevede una riduzione dei costi di trasporto sono tre, ognuno dei quali è stato testato con il modello Msa.